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boicottaggio

Edizione 235 del 02-11-2006

La creazione di Juventus Spa ha creato nei sostenitori della squadra una mentalità “imprenditoriale”


Attenzione ai quei 14 milioni di tifosi
Permettetemi di iniziare con tre assiomi: 1) il calcio è la quinta industria nazionale, con 5 miliardi di fatturato; 2) la Juventus non è più la squadra degli Agnelli e della Fiat; 3) il nuovo Agnelli si chiama Massimo Moratti. La creazione di Juventus Spa ha creato nei sostenitori della squadra una mentalità “imprenditoriale”. Non si tratta più di semplici tifosi, quanto di comproprietari che hanno vissuto il maggio 2006 come un 1789 alla rovescia, utile a tagliare la loro testa e non quella dei potenti del calcio. Il fatto è che se Moratti è il nuovo Agnelli, ed è ricco di euro e di appoggi nella stampa e in Parlamento, i tifosi juventini sono 14 milioni: si tratta di una forza d’urto notevole, più coesa di un partito politico e di una religione. Alcuni tifosi hanno trovato una soluzione particolarmente efficace, in stile anglosassone: invece di protestare e menare le mani, hanno iniziato a boicottare aziende, giornali, trasmissioni sportive. Si tratta in particolare degli iscritti al forum Juventus1897 (www.j1897.com), dotato di 11.000 iscritti, con ben 10 milioni di pagine visitate ogni mese. All’inizio dell’estate l’iniziativa ha colpito Telecom, la Gazzetta dello Sport, e Sky, individuate come Primo Motore della defenestrazione della loro squadra. Non abbiamo dati certi sulla efficacia di queste azioni, ma in un recente intervento televisivo il direttore Cannavò ha ammesso un calo significativo delle vendite del quotidiano rosa.

Inoltre, secondo alcuni partecipanti al forum j1897, la campagna Sky “calcio gratis fino a gennaio” sarebbe conseguenza del boicottaggio attuato contro quel canale satellitare. Sandro Piccinini si è dimesso dalla guida di Controcampo alla fine della scorsa stagione, ma ciò non ha evitato che la trasmissione resti oggetto di attenzioni da parte dei tifosi, per il suo eccesso di zelo antijuventino, e per il suo eccesso di silenzio quando è stato il turno dell’Inter (condannata per il caso del passaporto a Recoba e colpevole, per stessa ammissione del suo patron, di attenzioni indebite nei confronti del calciatore Vieri e dell’arbitro De Santis). Il doppio standard ha favorito la coesione dei tifosi juventini, poco lenita dalla restituzione di otto punti di penalizzazione. Al di là del boicottaggio,c’è anche l’aspetto finanziario. Mentre la Juventus si avvicinava alla decisione della Camera di arbitrato del Coni, sono salite le quotazioni azionarie di Juventus Spa: una crescita di quasi il 10% in una settimana. Lunedi scorso, alla riapertura dei mercati, i titoli della Vecchia Signora sono scesi del 3%. I tifosi-azionisti hanno realizzato, con una manovra speculativa di massa, scambi su 4,2 milioni di azioni. Contemporaneamente il nuovo tifo ha iniziato a colpire in altre direzioni, a partire dagli inserzionisti pubblicitari di Mediaset, La7, e Rai.

I membri del forum si sono distribuiti i compiti, monitorando gli inserzionisti delle trasmissioni sportive “decapita-Juve”, e inviando mail e lettere di protesta direttamente alle aziende: "Non compero i vostri prodotti finchè continuerete a dare soldi a trasmissioni che hanno fatto dell'aggressione alla Juventus la loro unica missione". Con 11.000 iscritti e 14 milioni di tifosi alle spalle l’efficacia è garantita: alcune aziende (su 30 in totale) cominciano a preoccuparsi, qualcuna ha già trasferito i propri spot in altre trasmissioni. I tifosi non improvvisano: c’è chi studia i dati auditel, chi fa proiezioni sui possibili cali di vendita, chi fornisce numeri di telefono e mail per inviare le lettere di protesta… C’è chi vorrebbe: “…costituirsi in partito e di comprarsi la società tramite l'azionariato popolare proposto dal Prof. Bertinetti [e dal banchiere rosso Nerio Nesi, ndr]. Visto che l'acredine nei confronti del governo e della Melandri prende piede nei forum e nei blog dei tifosi, la destra potrebbe incanalare questa protesta schierandosi contro la gogna mediatica a cui è stata sottoposta la più importante società calcistica italiana. Anche perchè nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, tranne la Juve e Moggi…”.

Non si guarda più in faccia a nessuno, Ifil/Fiat/Montezemolo inclusi: “…Chiedetevi come mai la Ferrari dal prossimo anno sarà sponsorizzata Telecom. Come mai l'azionista di maggioranza del patto di sindacato che controlla giornale rosa e Corriere sia la IFIL.Come mai Vieira e il bosniaco (Ibrahimovic) siano stati venduti proprio all'Inter”. Ecco di nuovo l’aspetto politico. Molti juventini sono diessini o prodiani, ma tutti hanno fatto dei conti: Guido Rossi è di sinistra, il giudice Borrelli e il presidente dell’Inter idem... Una corba di “conflitti di interesse” al cui confronto Berlusconi appare un atomo. L’Inter di Moratti è vista come la squadra dell’era prodiana, come lo fu il Napoli per “l’era De Mita”. Il compito di un cronista non è stare con una squadra o con l’altra, ma registrare un nuovo fenomeno: i tifosi si stanno organizzando e scoprono di poter essere un gruppo di pressione massivo. Queste sono conseguenze civili della incivile passione per la ghigliottina a senso unico: la Juventus è finita in Serie B, ha perso due scudetti e otto campioni, ha avuto 9 punti di penalizzazione, è fuori per almeno due anni dalla Champions, si è trovata priva di leadership ed ha perso qualcosa come 130 milioni di euro. Certo, più che la Camera di arbitrato del Coni, alla Juve serviva Amnesty International o la Corte di giustizia dell’Aja.

Tavaroli inguaia l'Inter

Durante l'interogatorio svoltosi ieri nel carcere di Voghera, Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di telecom inguaia l'Inter e la sua dirigenza: "l'attività è stata commissionata dall'Inter, dalla dirigenza dell'Inter, ed è stata svolta in parte da Tavaroli, in parte da Cipriani e dalla Polis d'Istinto". Queste parole sono dell'avvocato di Tavaroli, Massimo Dinoia, ed hanno trovato tacita conferma anche da parte degli inquirenti.
Insomma, la posizione dell'Inter si fa ogni giorno più delicata.

Giuliano Tavaroli tira in ballo pesantemente l'Inter nello scandalo legato alle intercettazioni illegali di Telecom: ci sarebbe proprio la società neroazzurra dietro alle intercettazioni (illegale) relative all'ex arbitro internazionale Massimo De Santis.
Alla domanda se il suo assistito avesse avuto un ruolo nei controlli, il legale di Tavoroli ha confermato: "In parte sì, perché l'attività è stata commissionata dall'Inter, dalla dirigenza dell'Inter, ed è stata svolta in parte da Tavaroli, in parte da Cipriani e dalla Polis d'Istinto". Tutto ciò complica molto la posizione dell'Inter, anche perchè questa circostanza era stata prima confermata al Corriere della Sera Magazine dal patron neroazzurro e poi smentita dallo stesso Massimo Moratti.
Ma la posizione dell'Inter è critica anche e soprattutto per quanto è successo prima del "mandato" a Tavaroli di spiare Massimo De Santis: le confessioni di Nucini ai dirigenti dell'Inter circa possibili irregolarità nel campionato avrebbero dovuto portare l'Inter a denunciare il tutto all'Ufficio Indagini e non a cercare di indagare in prima persona. L'omessa denuncia comporta una violazione diretta di una norma imperativa del codice di giustizia sportiva e configura anche gli estremi della slealtà sportiva. Per la stessa cosa Lotito è stato squalificato e la Lazio pesantemente penalizzata (Lotito non avrebbe denunciato Della Valle quando questi gli ha fatto "una proposta da bandito").

Nell'interrogatorio di Tavaroli si è parlato molto anche della posizione di Tronchetti Provera e di Carlo Buora, il secondo amministratore delegato della Pirelli nonchè vice presidente dell'Inter. Anche questi legami rendono la posizione della società di via Durini ancora più critica. Quesllo cui è stato sottoposto ieri sarebbe solo il primo di una serie di interrogatori a cui verrà sottoposto Tavaroli che, a detta degli inquirenti, è apparso "sereno e collaborativo". Quando l'ex carabiniere dei ROS (parlo sempre di Tavaroli) si presenterà di nuovo davanti ai pm Nicola Piacente, Fabio Napoleone e Stefano Civardi, su richiesta dei quali è stato arrestato il 20 settembre scorso, anche Borrelli sarà interessato a quanto emergerà in quelle circostanze.

Anche l'altro grande accusato, Emanuele Cipriani, comincia a collaborare: il titolare dell'agenzia Polis d'Istinto, interrogato dal gip Paola Belsito, ha spiegato che il suo rapporto con il gruppo cominciò con Pirelli, ma "l'exploit" in quantità di incarichi si verificò con l'avvento di Giuliano Tavaroli in Telecom.

L'Inter quindi comincia a trovarsi coinvolta pesantemente. Tutto ciò sta a significare che nel mondo del calcio nessuno è pulito.
A livello di immagine questo è un durissimo colpo per la società neroazzurra: essersi sempre professati "puliti" in un mondo marcio, aveva fatto dell'Inter e della sua dirigenza una sorta di eroi, di mosche bianche. Io ho sempre pensato che l'Inter, in un mondo in cui "il più pulito c'ha la rogna" come dice il famosa adagio popolare, fosse proprio la società ad avere la "rogna". Ma anche la rogna è segno di una qualche sporcizia. Continuo a restare del mio parere: l'Inter, Moratti in particolare, è la società meno sporca nel calcio: la signorilità di Moratti, o quella di Prisco, di Facchetti, sarebbero dovute essere prese da esempio da tutti. Moratti, Prisco, Facchetti, Boniperti e Viola...dal loro esempio si doveva partire. Ma ci si è persi per strada: e lo stesso Moratti ha perso di vista quella signorilità, quell'eleganza, quell'onestà che lo avrebbe reso davvero pulito adesso. E invece ha deluso tutti, me per primo, andando a violare lui stesso le stesse norme che hanno condannato la Juventus alla serie b e Lazio, Milan e Firorentina a scontare pesanti penalizzazioni in campionato.
Sempre di più lo scandalo di calciopoli sta prendendo i connotati di un agguato fatto alla Juventus, unica vera squadra a pagare per quanto è successo: ma le cose stanno stranamente cambiando. La Juventus comincia a riscuotere simpatie, molte più simpatie di prima in tutta Italia: ovunque vada in serie b è una festa, una giornata strica da ricordare e tenere indelebile nella memoria. Magliette commemorative, eventi particolari, stadi sempre gremiti al limite della capienza. La Juventus ha cancellato la dirigenza colpevole di quanto successo: è stata l'unica squadra a farlo, è stata l'unica squadra a dimostrare di volere davvero cambiare. Non è un elogio alla società bianconera nè alla sua proprietà, è soltanto il racconto OGGETTIVO dei fatti e sfido chiunque a dire che quanto ho scritto non corrisponde a verità.

Per quanto riguarda l'Inter, a questo punto, la prima cosa che dovrebbe fare è restituire lo scudetto che INGIUSTAMENTE tiene sulla maglietta, prima che sia Borreli a toglierglielo. Lo scudetto dell'onestà, come è stato definito, non ha la sua casa a Milano, sponda neroazzurra. Non ce l'ha da nessuna parte. La fortuna dell'Inter è quella di essersi ritrovata nello scandalo a campionato appena iniziato: non è pensabile mandarla in serie b, come forse meriterebbe (più che altro per quello che è stato dichiarato dopo le sentenze da Mancini in primis e Moratti subito dopo, dichiarazioni smentite dai fatti...) e una penalizzazione di punti in classifica avrebbe come conseguenza solo quella di rendere anche questo suo campionato un campionato anonimo.
L'Inter spera dunque che tutto si risolva presto, perchè se dovesse arrivare alla fine il campionato e le indagini sportive non ancora concluse, rischierebbe di ritrovarsi anche lei l'anno prossimo a dover svendere tutti i suoi campioni che non volessero partecipare al campionato di serie b (e sono curioso di vedere Ibrahimovic cambiare squadra e dichiarare, dopo averlo fatto alle presentazioni alla Juvene all'Inter di essere stato tifoso sin da bambino di quella società...)

Sentenza 2° GRADO - IO VOGLIO GIUSTIZIA NON GIUSTIZIALISMO -

Che cazzo di senso HA questa sentenza porca puttana????

Al 1° grado JUVE IN B con meno 30 PUNTI,al 2° grado JUVE IN B con meno di 17 PUNTI,con 3 giornate di squalifica al campo!!!!ma che cavolo di condanna è??????la squalificazione al campo poi?????!?!?!!?!?!?
Più 120 MILA EURO DI MULTA,PRIVATA DELLO SCUDETTO 2005/06 OVE NON C'E'/C'ERANO NESSUN TIPO DI  INDAGINI  IN CORSO,REVOCATO LO SCUDETTO 2004/05 PRIVATA DELLE CHAMPIONS LEAGUE,PRIVATA DELLA SUPERCOPPA ITALIANA
CONFERMATA LA SQUALIFICA DI 5 ANNI DI INIBIZIONE A LUCIANO MOGGI E A ANTONIO GIRAUDO ;

Al 1° grado MILAN IN A con MENO DI 15 PUNTI da scontare nel prossimo campionato e PENALIZZATO DI 44 PUNTI nel campionato passato,con uno STRANO COLPO DI CULO:AMMESSA IN COPPA UEFA ai danni dell'Empoli non in regola,al 2° grado Milan sempre in A con MENO 8 PUNTI da scontare nel prossimo campionato e MENO 30 PUNTI DI PENALIZZAZIONE nello scorso campionato, quindi ai PRELIMINARI DI CHAMPIONS ,1 giornata di squalifica al campo ,RIDOTTA DA 2 ANNI A 9 DI INIBIZIONE PER GALLIANI,LEONARDO MEANI ,IL QUALE AGIVA PER CONTO SUO (!!!!)DA 3 ANNI E 6 MESI A 2 ANNI E 6 MESI DI INIBIZIONE
TANTO VALEVA CHE LO ASSOLVESSERO AL MILAN!IN PRATICA NON HA FATTO UN CAZZO ;

Al 1° grado FIORENTINA IN B CON MENO 12 PUNTI,al 2° grado FIORENTINA IN A CON MENO DI 19 PUNTI da scontare nel prossimo campionato e 30 PUNTI DI PENALIZZAZIONE nello scorso campionato,più 1 SQUALIFICA DEL CAMPO DI 3 GIORNATE, a DELLA VALLE DA 3 ANNI A 9 MESI DI INIBIZIONE ;

Al 1° grado LAZIO IN B CON MENO 7 PUNTI di penalizzazione ,al 2° grado LAZIO IN A CON MENO 11 PUNTI di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato ,30 PUNTI DI PENALIZZAZIONE NELLO SCORSO CAMPIONATO PIU' 2 GIORNATE DI SQUALIFICA AL CAMPO
LOTITO PASSA DA 2 ANNI A 6 MESI DI INIBIZIONE;


Al 1° grado CARRARO 4 ANNI E 6 MESI DI INIBIZIONE ,Al 2° grado SE LA CAVA CON SOLI E DICO SOLI 80 MILA EURO DI MULTA!!!!!!!!

TANTO FRACASSO PER QUASI NULLA
ALLA FINE L'UNICA A PRENDERSELA NEL CULO E' LA JUVE
W LA GIUSTIZIA ITALIANA
Mandati in B per una SOMMA DI ARTICOLI 1 (slealtà sportiva) che fanno a modo loro l'ARTICOLO 6(illecito sportivo):" sei palline da tennis non fanno 1 pallone da football" e TANTE IPOTESI ,SE ,MA E TUTTO QUELLO CHE CAZZO CI VUOI METTERE NELLE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI 1° GRADO!!!
Ma mi chiedo io,come FUNZIONAVA STO SISTEMA MOGGI, SE GLI ARBITRI SON STATI ASSOLTI E CARRARO HA AVUTO SOLO 80.000 EURO DI MULTA?????????

ANDATEVENE  AFFANCULO TUTTI FIGLI DI PUTTANA ,VI AUGURO LE PEGGIORI COSE CHE VI POSSANO CAPITARE NELLA VITA

 
Io NON mi sento Italiana,questo paese mi fa schifo, NON VEDO L’ORA DI COMPIERE 18 ANNI E ,MI PRENDO LA DOPPIA CITTADINANZA ,NON LO SO MA QUALCOSA FACCIO,mi fa schifo leggere nella mia carta d'identità "CITTADINANZA ITALIANA",io LO RINNEGO sto futtutissimo paese di MERDE

SONO UNA STRANIERA IN PATRIA 

Mia madre lo dovrebbe sapere più  di chiunque altro che sta DA 10 ANNI A LOTTARE CON BASTARDI che le VOGLIONO FARE LE SCARPE dove ha incontrato OSTACOLI in tutto,COMUNE ,AVVOCATI e quant’altro,lo sa meglio di chiunque altro che la giustizia Italiana FA SCHIFO,E’ INESISTENTE ,che l’Italia è un PAESE DI MERDE


PROCESSO VIZIATISSIMO (per non parlare di quei pirla di giornalisti con le password delle procure )e con una SENTENZA GIA' SCRITTA DA TEMPO
che cavolo di PROCESSO FARSA!!!
Ma come le RUBAVAMO LE PARTITE??????? USAVAMO PALLONI ,FISCHIETTI ,BANDIERINE TELECOMANDATI DA MOGGI??????????


E quanto mi fa incazzare quanto GLI ALTRI parlano senza sapere le cose

Io che,se non mi leggevo TUTTO TUTTO TUTTO a letto non andavo a dormire
Io che rimanevo ALZATA fino alle 3 DI NOTTE per LEGGERMI ,INTERCETTAZIONI,RICORSI,MOTIVAZIONI e tutte ste cazzo di cose,che ce l'ho pure TUTTE salvate sul pc!!
E quanto mi fa incazzare quando gli ALTRI si mettono a PARLARE PER AVER SENTITO SOLO UN FUTTUTO SERVIZIO DI 3 MINUTI,COME CAZZO FAI????????
Come cazzo fai tu a dare ASCOLTO e ASSECONDARE quei cosi tinti di GIONALISTI
MESSI TUTTI A 90° DAL LORO FOTTUTISSIMO PADRONE
COME CAZZO FAI?
che DISTORCIONO TUTTO quei BASTRARDI FIGLI DI NTROCCHIA

MA ANDATEVI A SPARARE  IL CAZZO PURE VOI  VA’

                                                                                              
IO che devo pure studiarmi 3 MATERIE per dare un esame integrativo a Settembre  
per
essere ammessa all'Aeronautico !!Io che con il mare a 5 MINUTI in macchina, ci son scesa solo 2 volte :sono una ovriola osella
Tutto il giorno sto appiccata al pc,studiando e ogni tot di minuti pausa per collegarmi al forum,facendo due cose insieme
Che estate di merda che mi è capitata qst'anno,non che le altre estati passate siano state meglio
HO PERSO 10 anni di VITA e pure più
Mi hanno rubato l'anima quei pezzi di merda

SEMPRE PIU ORGOGLIOSA DI ESSERE JUVENTINA

SOLO LA MORTE MI POTRA' SEPARARE DALLA JUVE

 Pensate di averci SCONFITTO e invece NO!

NOI NON SIAMO ANCORA MORTI !!!

Ne dovete magnare di pane DURO PRIMA DI FARLO!!!!

 

Prima o poi torneremo e la metteremo nel culo a tutti voi,con una TERZA STELLA SUL PETTO 

MA NON E' ANCORA FINITA  CI ASPETTA IL CONI E DOPO IL TAR!!!!!!!!!!!!!!

SOGNATEVI L'INIZIO DEL CAMPIONATO IL 27 AGOSTO,SOGNATEVELO!!!!

 

BRUCIATE VIVI TUTTI QUANTI

 

Almeno datemi la possibilità di addormentarmi e svegliarmi vedendo solo ciò che la luce rivela

Intervista a Moggi

Nuovo intervento dell'ex dg della Juventus, che spara a zero contro l'Inter, Galliani e Carraro. A suo dire, l'aver tolto di mezzo lui e Giraudo non risolve i problemi del calcio italiano.

"Dalla casa polverosa spazzati via due granelli di sabbia, Giraudo e io. E adesso dicono che la casa è pulita". E' uno dei passaggi centrali di un'intervista di Luciano Moggi alla Repubblica in cui l'ex dg della Juventus comincia a raccontare le sue verità e promette: "Sì, torno nel mondo del calcio come rompicoglioni. Indicandoli con nomi e cognomi, romperò le scatole ai falsi moralizzatori di questo mondo che si vuole pulito soltanto perché si è liberato di Antonio Giraudo e Luciano Moggi".

"Chi non è nell'ambiente del calcio - dice sempre l'ex dirigente bianconero - deve sapere, ed è quel che conta, che fuori Moggi e Giraudo, non è cambiato nulla. Per parte mia, comincio a chiedere scusa a tutti i tifosi e a tutti i giocatori. In questi mesi, ai tifosi è stato fatto credere che il campionato fosse una farsa. Che chiunque poteva mettere le mani su uno scudetto andando a cena con Bergamo e Pairetto. Non é vero. Lo spettacolo in questi anni è stato genuino ed è stato onorato dall'impegno dei calciatori. Chi l'ha vinto meritava di vincerlo. Io l'ho vinto perché ero più bravo degli altri e perché la Juve era più forte. Guardate quest'anno. La Juventus ha vinto il campionato di serie A, il campionato Primavera e Allievi e ha portato in finale di Coppa del Mondo i suoi migliori giocatori di oggi e di ieri. Senza contare Marcello Lippi, Ciro Ferrara fino al fisioterapista Aldo Esposito. O vogliamo dire che anche i Mondiali non sono puliti?".

"Per capire come vanno le cose - comincia Moggi - basta leggere i giornali o quella simpatica rubrichetta della Gazzetta dello Sport firmata da Candido Cannavò: già il titolo 'Fatemi capire' è un programma. Cannavò è stato per 18 anni il direttore della Gazzetta dello Sport e deve ancora capire? Penso che abbia capito benissimo. Quella sua rubrichetta serve solo per dimenticare e creare falsi bersagli. Parla di calcio pulito e tutta la spazzatura ce l'avrebbe messa Luciano Moggi. Fatemi capire, il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'é? Qual é la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? Fatemi capire, c'é differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni? E allora perché la presunzione dell'illecito, cioé non il peccato, ma il solo pensiero del peccato, è sufficiente alla giustizia sportiva per condannare? Lo chiedo, badate, non per me, ma per un club come la Juventus condannato con quella penalizzazione in serie B. Io ho molti tifosi che mi chiamano e mi informano. Nel mondo dei tifosi ce n'é di tutti i tipi. C'é chi arriva a fatica a fine mese e, nonostante ciò, compra un biglietto di curva e chi invece bazzica il mondo della finanza e degli affari".

Luciano Moggi ne ha anche per Guido Rossi perché il commissario straordinario della Figc "che dovrebbe rimettere le cose in ordine è un ex consigliere dell'Inter. I tifosi che mi telefonano pensano che gatta ci cova. E io comincio a crederci". E per l'ex presidente federale Franco Carraro: "Dice che faceva soltanto il vigile urbano e si limitava a dirigere il traffico. Peccato che facesse passare con il rosso chi voleva lui". Ma un altro dei bersagli centrali, oltre all'Inter, è il Milan. "Vorrei dedicare un pensierino anche a Galliani e Confalonieri - dice Moggi - Confalonieri dice che il Milan è vittima da 15 anni del 'regime di Moggi'. Stimo Confalonieri per il lavoro che fa. Dovrebbe parlare soltanto di quello e non di cose che non conosce. Se viene a parlarmi di regime, proprio lui, poi, devo ricordargli che il presidente della Lega si chiamava Adriano Galliani. Nome che a Confalonieri non dovrebbe essere sconosciuto. Come non dovrebbe dimenticare che Galliani si dava da fare per sistemare un suo protetto finanche al vertice della Commissione arbitri di serie C. Per non parlare dei diritti televisivi".

"Il mio concorrente - spiega l'ex dg della Juve - aveva tra le mani quello straordinario strumento di persuasione e business che è la televisione e noi da Torino dovevamo arrangiarci in qualche modo per non essere spazzati via. (...) Sui diritti tv dovete guardare non alla Juve, ma alle piccole squadre che tirano avanti con i denti e hanno bisogno del denaro della televisione. E quel denaro non lo distribuivo io, lo distribuiva il mio concorrente. Volete una prova? Guardate quel che succedeva in Lega per la nomina del presidente. Diatribe che duravano mesi e poi, d'improvviso, puff: Galliani presidente. Dov'erano più le polemiche? Spazzate via dalla distribuzione dei diritti televisivi. Chi era il più forte allora? Moggi o Galliani? E perché si parla sempre di Moggi e mai di Galliani? Fatemi capire". "Non mi sono accorto per tempo - lamenta infine Moggi - che quel mito che circondava ogni mia parola o intenzione o azione, spesso enfatizzato dalla stampa, serviva soltanto a creare il mostro che bisognava distruggere per lasciare tutto come era. Se ho fatto un errore, e sicuramente ne ho fatti, questo è il più grave. Mi sono fatto giocare dalla mia stessa vanità". Per chiudere quella che sembra una promessa di altre verità: "Vedete, io leggo 'il libro nero del calcio' pubblicato dall'Espresso. Lo annoto e in questo block-notes prende forma il mio libro nero. Appunti contro i falsi moralizzatori. Sarà il mio nuovo lavoro perché questa rivoluzione nel calcio assomiglia a quella storia della fine della Prima Repubblica che ha lasciato credere nella nascita di una Seconda, mentre poi abbiamo scoperto che, se si esclude qualche nome, nulla è cambiato".

 

 

 

Marco Tardelli, all'agenzia giornalistica AGI replica alle accuse del Milan: "Io - spiega il dirigente - non ho mai fatto nomi e ne' ho parlato di colpevoli. Ho rimarcato che alla radiazione dei personaggi più esposti corrispondono pene molto più miti per altri dirigenti parimenti coinvolti. Una risposta così rabbiosa tradisce forse una scarsa serenità d'animo".
Tutto era iniziato con un'intervista rilasciata da Tardelli, membro del Cda bianconero, in cui rilevava come dirigenti con situazioni anche più gravi di quelli juventini avessero avuto condanne più miti.

 

 

Per capire i motivi della decisione!

MOTIVI DELLA DECISIONE
Capitolo I

[ omissis (spiegazione del rigetto delle eccezioni sull’irrilevanza delle dimissioni di Moggi rispetto a quelle di Bergamo - poco comprensibile -) e sulla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni (invece pienamente condivisibile specie in assenza di una vera contestazione dei contenuti ma unicamente delle interpretazioni)]

Senza avvalersi, quindi, degli elementi che possano comunque sollevare
ragionevoli dubbi sui fatti o sulle colpevolezze, di cui all’atto di deferimento. In
particolare, poi, la Commissione avrà cura che l’iter del suo giudizio rimanga
totalmente immune dalla tentazione paventata nelle difese di alcuni deferiti, di
ricorso logico a teoremi. Teoremi il cui uso è stato senza ragione rimproverato
alla Procura federale, poiché nell’atto di deferimento non v’è cenno o sintomo
alcuno di essi, così come non v’è traccia delle espressioni <sistema> e <cupola>
spesso ricorrenti nel contesto delle difese medesime.
Si parla ivi, invece,
semplicemente di <una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare,
diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore
arbitrale… attraverso varie condotte, che intervenivano in momenti e livelli
differenti>. E questa sembra, invero, l’idea generale che suscita una prima attenta
lettura di tutto l’atto di deferimento, poderosa quanto difficile ed encomiabile
opera di elaborazione sistematica del vastissimo materiale istruttorio avuto
presente dalla Procura federale.




C: ne prendiamo atto, la “cupola” non esiste, ma invece esiste una consolidata rete di rapporti, onde alterare la terzietà del sistema arbitrale (magari lo si spieghi ai magistrati di Napoli…)


Ma trattasi di un’idea che – verificata poi alla
stregua delle risultanze successivamente emerse dalla lunga attività
dibattimentale, e posta in relazione alla massa degli atti allegati al processo –
finisce col precisarsi nel senso che in realtà non un unico reticolo abbracciante
tutti i rapporti denunciati dalla Procura federale esisteva, bensì tanti reticoli
quante erano le squadre del campionato attualmente deferite, le quali si
attivavano, ciascuna nel proprio interesse, al fine appunto di <alterare i principi
di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale>.


C: tanti reticoli quanti sono le società denunciate? Quindi, in realtà, “ognuno faceva per sé”.
Considerato che c’è un secondo filone d’inchiesta con un gran numero di squadre cd. minori, queste altre hanno dato vita ad un ulteriore serie di “reticoli”? Quel che qui interessa è che appare evidente che molte, moltissime squadre di serie A ponevano in essere tramite la propria dirigenza comportamenti che, dal punto di vista etico e sportivo, apparivano discutibili e poco consoni. Del resto non c’erano state in passato squadre che avevano regalato Rolex ed elettrostimolatori per migliaia di euro a designatori ed arbitri di serie A?


Sicché, in definitiva
si potrebbe dire che, non già un sistema in cui siano inquadrabili tutti gli episodi
in parola, ma piuttosto un’atmosfera inquinata, una insana temperie avvolgente il
campionato di serie A, era venutasi a creare gradualmente: in cui agirono i vari
protagonisti, animati da istinti, sentimenti e intenti non sempre comuni, tesi
com’erano ora al mero protagonismo ora all’egemonia, personale o di gruppo,
ma talvolta spinti anche da pura e semplice preoccupazione di difesa, reale o
putativa; comunque ben lontani, tutti e sempre, da quello spirito di lealtà e
correttezza che deve stare a base dello sport.


C: quindi le squadre coinvolte in questo processo non hanno dato vita ad alcun sistema, bensì ad “un’atmosfera inquinata”, in alcuni casi per mera egemonia (la Juve ed il Milan?), in altri per semplice preoccupazione di difesa (Fiorentina e Lazio?)

Da qui la necessità ravvisata da questa Commissione di procedere
partitamente - seguendo, approssimativamente, l’ordine risultante dall’atto di
deferimento - all’analisi delle posizioni delle quattro squadre deferite e dei
soggetti singoli ruotanti intorno a ciascuna di esse; onde accertare chi e in quale
misura sia colpevole e chi invece sia innocente.


C: ok. La premessa è, pertanto, che ci sono soggetti che agiscono indipendentemente l’uno dall’altro. Non essendovi un sistema, altresì, risulta smentita una teoria come quella della Procura di Napoli dell’esistenza di un’associazione, volta, ad esempio, al “salvataggio della Fiorentina”. Quest’ultima, se ha agito, ha agito in proprio.



Capitolo II
Incolpazione n. 1
(quella relativa alla società Juventus ndr)
1. La Procura federale ha deferito alla CAF i signori Luciano Moggi,
tesserato della Juventus F.C. S.p.A. con la qualifica di Amministratore e
Direttore Generale, Antonio Giraudo, tesserato della Juventus F.C. S.p.a. con la
qualifica di Amministratore Delegato, nonché Consigliere della F.I.G.C.,
Innocenzo Mazzini, Vice Presidente della F.I.G.C., Paolo Bergamo, tesserato
della F.I.G.C. con la qualifica di Commissario CAN A e B, Pierluigi Pairetto,
tesserato della F.I.G.C. con la qualifica di Commissario CAN A e B, Tullio
Lanese, tesserato della F.I.G.C. con la qualifica di Presidente dell'A.I.A. e
Massimo De Santis, tesserato della F.I G.C. con la qualifica di arbitro CAN,
«per la violazione dell'art. 1, comma 1, C.G.S. e la violazione dell'art. 6, commi
1 e 2, C.G.S. per avere posto in essere, nelle rispettive qualità, ricoperte
all'epoca dei fatti, le condotte come descritte nella parte motiva, in particolare
nella sezione III, consistite, fra l'altro, nell'avere trattenuto i contatti, realizzati
anche su linee telefoniche riservate, e partecipato agli incontri, con modalità
non pubbliche, sopra menzionati; condotte contrarie ai principi di lealtà, probità
e correttezza e, al contempo, dirette a procurare un vantaggio in classifica in
favore della società Juventus, mediante il condizionamento del regolare
funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà,
imparzialità ed indipendenza tipici della funzione arbitrale. Con l'aggravante di
cui al comma 6 dell'art. 6 C.G.S., per la pluralità di condotte poste in essere e
per l'effettivo conseguimento del vantaggio in classifica».
2. Il capo di incolpazione come sopra formulato suppone che la Procura
federale ritiene integrato l'illecito sportivo di cui all'art. 6, n. 1, C.G.S. con il
compimento di atti diretti a procurare ad una squadra un vantaggio in classifica,
evidentemente considerando come distinta l'ipotesi contestata, rispetto alle altre
previste nella stessa norma, consistenti nel compimento di atti diretti ad alterare
lo svolgimento o il risultato di una gara.

C: questo è un primo passaggio importante. La CAF accoglie l’interpretazione della Procura Fed. per cui si devono ritenere comunque illecito sportivo (o tentativo di illecito) i comportamenti volti, oltre ad alterare lo svolgimento ed il risultato di una gara, quelli “semplicemente” diretti ad assicurare a “chiunque un vantaggio in classifica”. Di seguito nella sentenza viene data la spiegazione.

L'impostazione giuridica deve ritenersi corretta perché l'art. 6, c. 1, C.G.S.
prevede tre ipotesi di illecito consistenti:
a) nel compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento di una gara;
b) nel compimento di atti diretti ad alterare il risultato di una gara;
c) nel compimento di atti diretti ad assicurare a chiunque un vantaggio in
classifica.



C: l’equivuoco può nascere perché l’articolo in questione usa la disgiunzione “ovvero” anziché quella, più corretta, di oppure prima dell’ipotesi C.
In realtà la norma appare di per sé formulata male, perché non si comprende cosa potrebbe assicurare un “vantaggio in classifica” se non va ad influire sul risultato di una gara. La classifica infatti, se il comportamento non ha influito sul punteggio, non viene comunque alterata. L’articolo, per essere formulato bene, avrebbe dovuto dire semplicemente “assicurare un vantaggio ingiusto”. Volete un esempio di un vantaggio ingiusto che si compia senza alterare lo svolgimento di una gara oppure un risultato? Bhe, pensiamo al fatto di presentare una bella fidejussione falsa ad inizio campionato oppure a quello di schierare un giocatore con un passaporto falso….
Comunque questa è la norma e questa ci dobbiamo tenere, per cui perché ci sia illecito è necessario che l’atto compiuto sia stato diretto ad ottenere un vantaggio in classifica da parte di chi l’ha compiuto.




Tali ipotesi sono distinte, sia perché così sono prospettate nella norma, sia
perché è concettualmente ammissibile l'assicurazione di un vantaggio in
classifica che prescinda dall'alterazione dello svolgimento o del risultato di una
singola gara.
Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la
risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero
che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti,
che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per
determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre.



C: io ho fatto un esempio, sopra, di vantaggio ingiusto che una squadra potrebbe ottenere che prescinde dall’alterazione di un risultato e che non incide, di per sé, sulla classifica. La Corte invece sostiene che è concettualmente ammissibile un comportamento che assicuri un vero e proprio “vantaggio in classifica” senza tuttavia incidere sul risultato di nessuna gara. Visto che dice che è “concettualmente ammissibile” mi sarebbe piaciuto che avesse indicato qualche esemplificazione concreta.
La frase successiva infatti è, anche linguisticamente, del tutto incoerente. Analizziamola: “Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo (e fin qui…..), è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti (?!Ma cosa significa?! La seconda frase contraddice la prima: un concetto matematico non può essere “influenzato da condizionamenti” - che brutto modo di esprimersi peraltro….-. Cosa significa poi il riferimento alla classifica “nel suo complesso”? E’ un concetto differente rispetto alla classifica “singolarmente considerata”?) che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per
determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre” (BUM! Addirittura il prevalere di una squadra sull’altra. Cioè in base a questa affermazione la prevalenza di una squadra sulle altre è data non dai risultati dalle singole gare ma da questi non meglio precisati “condizionamenti” - che dagli stessi risultati per affermazione della Corte - prescindono).
Vorrei precisare che questa, che può sembrare una sterile guerra sulle parole, è in realtà una rivendicazione di giustizia. Le sentenze sono fatte di parole e, per essere giuste, devono essere comprensibili e logiche. L’interpretazione corretta delle norme è il primo dovere dei Giudici, che non sono abilitati ad aggiungere opinioni personali oppure strane costruzioni analogiche, specie di norme in senso lato, “penali”.

La Procura federale ipotizza che i dirigenti della Juventus e le altre
persone indicate nel capo di incolpazione abbiano posto in essere condotte
dirette a procurare a tale squadra un vantaggio in classifica ed abbiano poi
ottenuto il risultato sperato, con riferimento al campionato 2004/2005, per
effetto del «condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e
la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza tipici
della funzione arbitrale. Sotto il profilo giuridico, l'impostazione appare corretta e da condividere.


C: quindi il “condizionamento” (espressione quanto mai lata) del settore arbitrale ha (avrebbe) procurato alla Juventus nel campionato 2004/5 un autentico “vantaggio in classifica”, minandone il “regolare funzionamento” per lesione dei principi di terzietà. Si badi si afferma che l’illecito non è stato unicamente tentato ma consumato, perché il risultato sperato, si dice esplicitamente “è stato ottenuto”

[omissis (spiegazione dell’importanza della terzietà degli arbitri)]


La Procura federale, con riferimento all'addebito contestato alle persone
indicate nel capo di incolpazione in esame, ha individuato talune condotte,
costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà, correttezza e
probità in ogni rapporto comunque riferibile all'attività sportiva (art.1, c.1,
C.G.S.), ed ha ritenuto che l'insieme di tali condotte sia stato idoneo a realizzare
il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio
della Juventus, e quindi sia stato violato l’art. 6, c. 1 C.G.S., integrando la
pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio
in classifica.


C: i comportamenti individuati sono di per sé, unicamente, lesione dei principi di lealtà e correttezza per chiara affermazione della Corte Federale, non illeciti.
Singolarmente (sembra di capire) non sarebbero volti a procurare alla Juventus un “vantaggio in classifica”.
La “pluralità di condotte” tuttavia integra “l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”.
La Corte parte dalla premessa (in sé giustificata) che comportamenti eticamente deprecabili non possono condurre a produrre un vantaggio in quella che, per usare l’espressione dei giudici, è una mera risultante aritmetica, posto che, come sostiene essa stessa, non incidono sul risultato delle singole partite (vedi sopra).
Però quando questi sono una pluralità (ma quale è la soglia? Due? Venti? Trentaquattro?), allora finiscono “naturalmente” per inciderci, quasi per osmosi, e quindi diventano un illecito.
Il sillogismo appare, in sé, molto scricchiolante.
Ma la domanda che nasce abbastanza impetuosamente, e che i Giudici hanno tralasciato di affrontare, è COME I COMPORTAMENTI HANNO ALTERATO LA CLASSIFICA e QUALE VANTAGGIO NELLA STESSA HANNO PROCURATO? L’alterazione (presunta) della terzietà non è un “vantaggio in classifica”, comunque la si guardi e giri, se non si traduce nell’alterazione di un risultato! Anche di un singolo, misero, risultato! Per come i giudici stessi hanno interpretato la norma e per come questa è scritta cioè che doveva risultare dalla sentenza, per sanzionare l’illecito, è il vantaggio in classifica oppure il tentativo di ottenerlo da parte della Juve (in ogni caso nella fattispecie i Giudici hanno scritto - come sopra visto - che la Juventus il vantaggio in classifica l’ha ottenuto nel 2004/5 quindi non si sarebbe trattato di un semplice tentativo ma di consumazione).
Occorre pertanto la prova che ci sia stata da parte della Juve anche una sola condotta (quella della pluralità è unicamente un’aggravante) volta a tentare di alterare la classifica onde ottenerne un vantaggio. Se questa prova NON C’E’, se i singoli comportamenti non hanno questo scopo/finalità (o meglio se non c’è la prova provata che questi comportamenti effettivamente lo avessero), questi sono unicamente lesioni (anche se sono 100) dei doveri di lealtà e probità.
Se poi, cari Giudici, volete mandare la Juventus in B, revocandole gli scudetti, per tali lesioni etiche, va bene, il C.G.S. ve ne attribuisce la possibilità: ma abbiate la decenza di dircelo in faccia, senza costruire teoremi insulsi su presunti illeciti “da sommatoria”. Personalmente penso che questa strana costruzione giuridica sia unicamente il frutto della volontà di mantenere la posizione della Juventus come quella più grave in assoluto tra quella delle squadre sotto processo. L’opinione pubblica non avrebbe accettato che la Juve subisse una condanna più leggera di quella delle altre compagini coinvolte e, per questo motivo, ci si è fatti questa bella invenzione.
La Caf non nomina mai il concetto di illecito strutturale, in realtà ha creato di peggio: l’illecito che c’è ma non si vede.

Fine prima parte

 

Criticate le premesse, analizziamo i singoli comportamenti censurati.

C. Anche qui c’è da fare un’osservazione preliminare. E’ comprensibile che un processo sportivo abbia tempi ristretti, specie in vista delle scadenze internazionali. Non è accettabile però che questi tempi implichino l’annullamento dell’istruzione probatoria e della possibilità delle difese di portare prove a discarico. Se mi vengono contestati dei fatti, come potrò mai smentirli se non posso portare dei testimoni, che magari anche solo permettono di meglio comprendere l’ambiente e le situazioni? Faccio un esempio concreto: l’ex designatore Bergamo ha più volte accennato in tv al fatto che di griglie parlava con altri dirigenti, rispetto a quelli sotto processo, con i quali si è trovato anche a cena (tra l’altro - molto significativamente - nessuno ha smentito). Se non posso citare a testimoni questi stessi dirigenti, come potrò mai provare che i fatti erano diversi da quelli che si vogliono far credere alla Corte dalla Procura, considerato che questa invece ha avuto molto più tempo per vagliare e selezionare il materiale probatorio e per sentire gli interessati ed i terzi (si pensi unicamente a quel teste Manfredi sentito più volte da Borrelli sul sorteggio arbitrale)? Il diritto di difesa non è più un valore costituzionale? Ruperto ha detto che nessuno ha voluto comprimere questo sacrosanto diritto, tanto che “tutti gli avvocati hanno il tempo per parlare che vogliono”. Ma il compito degli avvocati non è solo contrastare in punto di logica e diritto le prove che qualcun altro ha precostituito Tale lavoro di per sé improbo, risultava ancor più difficoltoso nel caso di specie vista l’inevitabile parzialità con cui il materiale è stato precostituito, basti pensare alle migliaia di intercettazioni che i Carabinieri di Roma e poi l’accusa hanno potuto vagliare e che invece alla difesa (come ha sottolineato l’avvocato Trofino) sono rimaste ignote.
Faccio un esempio concreto: nelle informative dei Carabinieri si fa riferimento esplicito ad una telefonata che Moggi e Pairetto, consapevoli di essere intercettati, avrebbero truccato (alla vigilia di Milan/Juve 04/05 di ritorno) per far apparire l’assoluta imparzialità dei designatori nei confronti della Juventus. Tale ricostruzione di per sé è scarsamente verosimile, per un certo numero di motivi, anche tempistici ma non è quello che più conta qui. Quel che rileva è che di quella telefonata non c’è ovviamente traccia nei deferimenti di Palazzi, tuttavia per la difesa sarebbe stato importantissimo vagliarla ed offrirla eventualmente come prova a discarico. Questo però non si è potuto fare, e lo stesso vale per moltissimo altro materiale istruttorio (che tra l’altro dovrebbe essere già stato distrutto perché - arbitrariamente - ritenuto non rilevante).
In sostanza, le difese partivano già da 0 a 3 e non veniva loro concesso neppure di attaccare. In pratica l’unica cosa che si è valutato è se le indagini della Procura Ferrale (Borrelli + Palazzi) hanno raggiunto la prova degli illeciti, a prescindere da qualsiasi prova contraria che sarebbe stato possibile portare.
Tanto doverosamente chiarito, torniamo alla sentenza.


La stessa Procura, nella valutazione delle condotte accertate nel corso
delle indagini, ha considerato che nell'ordinamento sportivo non può assumere
rilievo un illecito di tipo associativo, dovendosi valutare le condotte di ogni
singolo incolpato con riferimento all'illecito contestato.
Anche tale impostazione è da condividere, perché il C.G.S. non contiene
alcuna norma che preveda come fattispecie punibile l'associazione di più
persone al fine di commettere un indeterminato numero di illeciti.
La Commissione valuterà quindi il materiale probatorio, relativo ai singoli
deferiti, per accertare se siano state poste in essere condotte soggettivamente ed
oggettivamente dirette a fare conseguire alla Juventus un vantaggio in classifica
e da chi siano state poste in essere queste condotte.


C. La Commissione ha già risposto, positivamente. Quindi abbiamo ancora una volta l’affermazione di un “oggettivo” (e quindi palese e tangibile) vantaggio “in classifica” ottenuto dalla Juventus.


3. Moggi e Girando - La posizione di questi due soggetti va esaminata
congiuntamente perché, pur essendo indubbio che essi, a volte, hanno agito
separatamente, è provato che, altre volte, hanno insieme posto in essere gli atti
che la Procura ritiene rilevanti ai fini dell'incolpazione, ed inoltre che ciascuno
di essi era consapevole e consenziente all'attività dell'altro, cosa peraltro del
tutto comprensibile, atteso che entrambi agivano nell'interesse della medesima
squadra (è sufficiente in proposito il riferimento alle telefonate del 6 febbraio
2005 prog. 31466 tra Moggi e Giraudo; dell'8 febbraio 2005 prog. 31956, tra
Moggi e Giraudo).
La Commissione osserva che i fatti accertati e le conversazioni
intervenute tra i vari incolpati non possono essere presi in considerazione
atomisticamente, come fa la difesa di Giraudo, ma devono essere valutati nel
loro complesso e nella loro correlazione; è appena il caso, infatti, di precisare
che si deve, in questa sede accertare se la pluralità di condotte poste in essere
dai signori Moggi e Giraudo, anche se singolarmente costituenti soltanto
violazione dei principi di cui all'art. 1, c. 1, C.G.S., abbiano determinato quella
situazione di condizionamento del settore arbitrale che costituisce l'atto diretto
al conseguimento del vantaggio in classifica.


C. Di nuovo viene affermato a chiare lettere che le condotte sono “singolarmente costituenti soltanto
violazione dei principi di cui all'art. 1”. Tuttavia afferma la CAF va condivisa l’opinione della Procura che le stesse non possono essere prese in considerazione separatamente, anzi sul punto “è appena il caso di precisare” che l’obbiettivo di questa parte della sentenza è di accertare se la pluralità delle condotte ha determinato un vantaggio in classifica. In realtà è ben più che il caso di “precisare”, posto che una simile costruzione, lo si ribadisce, è una totale novità nel panorama giuridico della giustizia sportiva e mai singoli comportamenti separati sono stati considerati una sommatoria.


Nella valutazione del materiale probatorio la Commissione si limiterà ad
indicare quegli elementi di sicura valenza, che non si prestano ad interpretazioni
equivoche, perché già solo dall'analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a
chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel
mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della
dirigenza della Juventus.



C. La CAF insomma dice, comunque si voglia leggere quest’altra frase, ben poco perspicua in lingua italiana, che una serie di fatti, di cui verranno indicati unicamente quelli incontrovertibili, hanno confermato l’opinione di tutti (non di alcuni ma di TUTTI) gli appartenenti al mondo del calcio, ossia il condizionamento degli arbitri (non si capisce perché si parli di “settore arbitrale” e non si vada al sodo: bisogna avere il coraggio delle proprie affermazioni) da parte della Juventus
Quest’affermazione, lo hanno già sottolineato in molti, è di per sé sconcertante, sotto una duplice serie di aspetti. Innanzitutto, il più ovvio: una sentenza si deve basare unicamente sulle prove non sulle opinioni, queste ultime non vanno neanche citate in un provvedimento giurisdizionale.
Ma il secondo aspetto è a mio avviso ancora più grave: il giudice (come un arbitro….) deve essere caratterizzato da indipendenza, terzietà ed autonomia di giudizio. Ebbene i membri della CAF non solo non nascondono ma anzi rivendicano il fatto di aver dato ascolto all’opinione della gran parte (loro dicono tutti) degli appartenenti al mondo del calcio, posto che la mettono “a cappello” della loro decisione, quasi ad ulteriore conferma.
A questo punto, come si può pensare a giudizi imparziali? Nessuno nel dibattimento ha fatto riferimento alla famosa “sudditanza psicologica”: è evidente che i Giudici l’hanno estrapolata dall’esterno oppure fatto ancor più grave dal loro personale convincimento.
Quello della mancanza di autonomia della Commissione nel processo appare, del resto, un elemento preoccupante: che la Camera di Consiglio non fosse così impermeabile lo dimostra il fatto che le sentenze sono state trasmesse ad un giornale la sera prima della sentenza (lo stesso giornale che - oltre a battere la grancassa accusatoria da mesi - aveva anticipato sin da metà settimana che i Giudici avevano già deciso le condanne ma che dovevano unicamente stabilire le pene). Ebbene, in questo contesto,. il giorno prima della sentenza il Presidente della FIGC (lo stesso che la CAF l’ha nominata per il primo grado scegliendovi il Presidente), con risonanza data da tutti i giornali, ha dichiarato alla Commissione Giustizia che, nei fatti di cui al processo, erano emersi illeciti gravissimi (non ricordo le precise parole ma senz’altro l’espressione illeciti). Lo stesso Presidente, dopo la decisione di primo grado, in attesa della Corte Federale, ha dichiarato che la sentenza è perfetta e che “è stata fatta giustizia” e si lamenta unicamente chi sperava “in un colpo di spugna”.
La CAF che, già lo abbiamo visto, tanto si è spesa per definire i “condizionamenti” della Juventus sul “settore arbitrale”, questi comportamenti come li definirebbe?


Vi sono elementi, infatti, per ritenere che in occasione del campionato
2004/2005, del quale soltanto ci si deve occupare, la Juventus giocò due distinti
campionati. Uno sul campo di gioco ad opera dei suoi giocatori ed un altro fuori
dal campo ad opera dei dirigenti Moggi e Giraudo.
Una prova in tal senso emerge nel modo più evidente dalla telefonata
intercorsa tra Moggi e Giraudo il 6 febbraio 2005 (prog. 31466), nella quale i
due fanno bene intendere che con riferimento al campionato gli ambienti che
vanno curati sono due: quello relativo alla squadra (allenatore e giocatori), e
quello che essi definiscono esterno, identificabile, come appare dal contenuto
della conversazione, nel mondo arbitrale.



C. A parte il fatto che non si capisce perché Moggi e Giraudo decidano questa “cura” unicamente a febbraio, a girone di andata già finito, la sentenza avrebbe dovuto chiarire quali sono i contenuti della conversazione che il mondo “esterno” è necessariamente quello arbitrale e non, più in generale, tutto quanto stà fuori l’ambiente interno. Che so, i procuratori sportivi, gli altri presidenti piuttosto che i giornalisti. Ricordiamoci poi che i due stanno parlando tra di loro, perché non dovrebbero usare chiaramente l’espressione “arbitri”. La solita scusa che hanno paura di essere intercettati? Ma questa non può essere la giustificazione ad ogni frase ambigua e/o non comprensibile.
Ambiguità che la stessa sentenza fa propria, non spiegando quali sono gli elementi del contenuto della conversazione che rendono l’ambiente esterno genericamente identificabile come quello arbitrale.

Questa possibilità di intervento di Moggi e Giraudo sul mondo arbitrale
emerge a chiare lettere dal numerosi elementi e da prove dirette.
Il primo elemento che balza subito agli occhi è che i due dirigenti avevano
uno stretto rapporto con i due designatori arbitrali: rapporto manifestato dai
ripetuti incontri, anche conviviali, e dalla frequenza delle telefonate tra loro
intercorse.
Questo fatto, che potrebbe apparire insignificante – e tale lo ha definito la
difesa, la quale non ha però tenuto conto del contenuto delle conversazioni
telefoniche antecedenti e successive agli incontri, le quali rivelano che in
occasione degli stessi si parlava di gestione del settore arbitrale e di assetti di
potere – ha invece rilievo, ove si consideri che quando altri soggetti (v. Andrea
e Diego Della Valle, della cui posizione si parlerà più avanti) sono intervenuti
sul settore arbitrale hanno dovuto farlo passando anche attraverso il filtro di
Moggi e Giraudo (v. telefonate: 26 aprile 2005 prog. 11150 tra Mazzini e
Giraudo; 18 maggio 2005 prog. 2902 tra Moggi e Diego Della Valle; 23 maggio
2005 prog. 3679 tra Moggi e Diego e Andrea Della Valle).



C. I rapporti intensi e, senz’altro, troppo stretti tra Moggi e Giraudo ed i designatori non possono essere negati. Gli stessi rapporti peraltro come ha indicato la CAF stessa sono da ritenere anche “conviviali”. Quello che mi preme sottolineare in questa parte è però che la Commissione dice esplicitamente che in occasione degli incontri e delle telefonate si parlava di “gestione del settore arbitrale e di assetti di
potere”. Non quindi di arbitri e partite (ricordando sempre che per l’illecito è necessario il “vantaggio in classifica”)


Lo stretto rapporto dei due dirigenti della Juventus con i designatori era,
inoltre, caratterizzato da elementi idonei a far ritenere, come sopra anticipato,
che lo stesso non fosse dovuto a semplice amicizia.
È stato accertato che Moggi fornì a Bergamo un telefonino da utilizzare su
una utenza non identificabile (la fornitura da parte diMoggi a Pairetto di un
telefonino con le medesime caratteristiche non è sicuramente provata, mentre è
certo che questi disponeva di una linea riservata, con la quale comunicava con
Moggi e Bergamo). Bergamo ha ammesso la circostanza (così come ha
ammesso che il telefonino veniva ricaricato a cura e spese di Moggi) ma non ha
saputo dare di essa alcuna giustificazione convincente o appena apprezzabile.
Ora, se potrebbe anche essere ipotizzabile che Pairetto e Bergamo
avessero una lecita necessità di comunicare tra loro, tale ipotesi non appare
sostenibile nei rapporti tra Moggi e i designatori. Se le comunicazioni tra loro vi
sono state ( la circostanza è pacifica) e se lo stesso Moggi si è dato carico di
fornire (almeno a Bergamo) il telefonino ed ha provveduto a ricaricarlo a sue
spese, è consentito dedurne che l'oggetto delle conversazioni (non essendo state
prospettate altre ipotesi plausibili da parte degli incolpati) non dovesse essere
del tutto lecito.


C. La circostanza del telefonino è, inutile nasconderlo, una violazione grave dei principi dell’art.1. Premesso che Bergamo e Pairetto parlavano con molti se non tutti, il fatto di aver consegnato ad almeno uno di loro un telefonino “riservato” certo non è un punto a favore di Moggi (peraltro occorrerebbe sapere se Giraudo ne era a conoscenza: in ogni caso anche per Moggi la CAF ha parlato di responsabilità diretta).
Tuttavia bisogna anche considerare l’ambiente in cui si stava operando. Si è visto che alcuni soggetti ed in particolare uno, nientemeno che il Presidente della FIGC, si preoccupava di tutelare alcune squadre, segnatamente quelle di Roma. L’attività di controprotezione della Juventus poteva implicare anche il passaggio dai designatori, già di per sé amici di vecchia data, onde garantire arbitraggi imparziali. Non voglio fare l’ingenuo, tuttavia posto che l’oggetto delle conversazioni non lo sapremo mai, non so se sussistono elementi gravi, precisi e concordanti (necessari per passare dalla presunzione ad un fatto) per ritenere che questo fosse “non del tutto lecito” (anche qui: perché non dicono illecito? Hanno paura delle loro espressioni?).
Si consideri inoltre un altro elemento: come affermato nella stessa sentenza tra Bergamo e Pairetto non vi è sempre stato accordo ma anzi i due ad un certo punto sembrano non fidarsi più l’uno dell’altro. Il fatto che Moggi abbia dato un telefonino unicamente a Bergamo e la circostanza che oggetto delle conversazioni, come dice la CAF, erano per lo più la ”gestione del settore arbitrale e di assetti di potere”, mi insospettisce sul fatto che forse la volontà era fare “le scarpe a Pairetto” (del resto preteso come doppio designatore da Sensi ed il suo “gruppo” di squadre). Riporto il passo (immediatamente successivo a quello analizzato) della sentenza: “È bene chiarire che quando si parla dei rapporto tra Moggi e Giraudo da
un lato, e Pairetto e Bergamo dall'altro, non si intende affermare che questi
ultimi due rappresentassero un unico centro di interessi, come invece si può
agevolmente affermare per i due rappresentanti della Juventus. V'è negli atti del
procedimento – indicati dalla Procura federale – una serie di elementi che
induce a ritenere che tra Pairetto e Bergamo, sicuramente a partire della fine del
2004, si cominciò a delineare una divergenza di posizioni, derivante dal fatto
che si prospettava a partire della stagione 2005-2006 l'introduzione del
designatore unico, cosicché ciascuno di essi aveva iniziato a muoversi in modo
indipendente, anche nel rapporto con gli arbitri, per assicurarsi una futura
collocazione. Tale fatto aveva preoccupato Moggi e Giraudo, anche se non
aveva portato alla cessazione dei rapporti con il Pairetto (v. gli elementi che
possono trarsi dalla telefonata del 9 febbraio 2005 prog. 123 tra Bergamo e
Moggi, nel punto in cui il primo dice al secondo che, essendo in movimento la
situazione della federazione, della lega e dell'A.I.A., anche, con riferimento a
quest'ultima, in occasione della probabile nomina di un designatore unico,
occorreva dare all'esterno l'impressione di una CAN che funzionasse, ed
aggiunge: «quindi GIGI [Pairetto], bisogna che si allinei con il lavoro che si
deve fare insieme»)
”.
Le mie sono semplici illazioni prive di valore, tuttavia anche quelle della CAF sono mere deduzioni, posto che non abbiamo alcuna prova di quello che questi personaggi effettivamente si dicevano.
E, si badi, la lesione del dovere di lealtà stà nel fatto che designatori e dirigenti si sentano, non sul fatto che vogliano rendere intangibili queste conversazioni. La libertà di corrispondenza è ancora un diritto e nessuno mi può impedire di tutelare la mia privacy. Ovviamente non posso commettere reati (o illeciti), ma il semplice fatto che non voglio far ascoltare la mia conversazione a terzi non può implicare, sic et simpliciter, un illecito.

Il rapporto tra i due rappresentanti della Juventus e i due designatori è
caratterizzato poi da un elemento, sicuramente deprecabile qual è quello
relativo al conseguimento di utilità economiche da parte dei due designatori,
consistenti in regali (v. telefonata del 2 dicembre 2004 prog. 5542 tra Moggi e
la moglie), anche se di essi non è possibile verificare l'entità


C. Quest’elemento è abbastanza risibile, posto che il riferimento ai “regali” in questione è una telefonata in cui la moglie di Moggi chiede allo stesso se, in occasione della cena natalizia, doveva portare dei panettoni, con Moggi che precisa che i due designatori più che panettoni vorrebbero altro. Anche qui però non viene precisato nulla di più, su cosa s’intenda per “altro” (nella trascrizione dell’intercettazione sono apposti dei puntini "ad arte" a far intendere che altro siano regali ben più consistenti). Ricordo che le intercettazioni per avere una valenza, e per essere utilizzate, devono essere chiare ed inequivoche, come da precedenti sentenze della giustizia sportiva.
Lascio a voi giudicare se un’intercettazione del genere possa avere una qualche valore probatorio (la potete leggere per esteso -puntini inclusi - nei deferimenti di Palazzi)

e nell'ottenimento
di sconti di notevole importo per l'acquisto di autovetture del gruppo FIAT, per
quanto riguarda Pairetto. (v. fascicolo 4 vol. 5: Allegato all’avviso di
conclusione delle indagini preliminari della Procura di Napoli: Allegato 4, atti e
documenti Carabinieri Comando Provinciale di Roma 6 giugno 2006
[Procedimento penale nr. 43915/02] dal quale risulta che: nella stagione
2004/2005 la Juventus ha richiesto alla Fiat Auto di effettuare uno sconto pari al
50% per l’acquisto di una Lancia Musa ad una signora legata a Pairetto; nella
stagione 2004/2005 la Juventus ha richiesto alla Fiat Auto di effettuare uno
sconto pari al 50% per l’acquisto di una Lancia Thesis al titolare di una società,
cui risulta legato Pairetto; nella stagione 2005/2006 la Juventus ha richiesto alla
Fiat Auto di effettuare uno sconto pari al 23% per l’acquisto di 2 Fiat Croma,
alla società di cui sopra)



C: In due anni uno sconto su 4 auto, neanche di rilevante valore e di cui non viene specificato se “a nuovo” oppure a “km ‘0”? Però. Inoltre vorrei portare la vs. attenzione sui soggetti a cui vengono fatti questi sconti: una “signora legata a Pairetto” ed “una società cui risulta legato Pairetto”. Ricordando che il fatto di aver regalato direttamente ai designatori orologi Rolex del valore di svariati milioni è stato ritenuto dalla Giustizia sportiva un comportamento non solo non “deprecabile” bensì non meritevole neppure di una censura con una multa, non è accettabile che in una sentenza vengano utilizzate espressioni così vaghe ed imprecise. Hanno avuto una settimana per scriverla: non dico nome e cognome della signora e ragione sociale della società, ma quantomeno un’indicazione della natura e delle prove di questi “legami”…altrimenti come si fa a ribattere in appello?


Il rapporto preferenziale tra i dirigenti della Juventus e i designatori è alla
base dell'opera di condizionamento da essi posta in essere.


C: Non vorrei annoiare oppure apparire pedante, ma cosa significa in italiano questa frase? Se c’è già un rapporto preferenziale, che si porrebbe alla base, a cosa serve l’opera successiva di condizionamento? Vabbé…


La Commissione ritiene di dovere sin da ora escludere che sia da attribuire
rilevanza alla circostanza, sulla quale tanto si è discusso in questo procedimento
e che ha formato oggetto di specifica indagine della Procura della Repubblica di
Torino, relativa alla alterazione del procedimento di sorteggio arbitrale. Al
riguardo, infatti, affiorano ragionevoli dubbi, in presenza dei quali non può
parlarsi di prove sicuramente affidabili.


C: Si è così tanto discusso che viene liquidata in 6 righe? E tutti gli interrogatori del super teste Manfredi Martino? Quest’ultimo che cosa si é rivelato se non un (volgare) millantatore? Anche qui l’opera della Procura Federale è così encomiabile come per tutto il resto?
A parte il fatto che la circostanza non ha formato oggetto di “specifica indagine” da parte della Procura della Repubblica: nelle informative dei Carabinieri, come sa chi le ha lette, il passaggio relativo al sorteggio è breve e sconcertante (i CC si limitano a fare le poste due volte al sorteggio stesso e riducono la loro indagine alla conclusione che “c’era qualcosa di strano”).
Prendiamo atto comunque che il sorteggio, giusti i ragionevoli dubbi, non può essere considerato alterato. Ora, la circostanza non assume grande valore per la Juventus, posto che alla stessa non viene mossa nessuna accusa specifica di aver modificato, tramite un arbitro, il risultato di una partita ma, come ripetutamente detto, ad aver ottenuto un vantaggio in classifica dall’inquinamento dell’ambiente calcistico.
Si pensi però alla posizione di Lazio e Fiorentina. Gli stessi, come palesemente risulta, non hanno mai contattato gli arbitri (discorso diverso per il Milan), ma unicamente i designatori e/o personaggi a questi vicini. Ebbene se poi il sorteggio era del tutto casuale, come hanno fatto a “scegliersi” l’arbitro favorevole? L’unica soluzione è che i designatori, per conto delle predette squadre, corrompessero/ ammorbidissero TUTTI gli arbitri: ma allora perché ne sono stati condannati unicamente DUE (De Santis e Dondarini)? Se, da un lato, non c’è prova che i designatori abbiano corrotto (mi esprimo impropriamente per rendere l’idea) gli arbitri (ed altrimenti se la prova ci fosse questi non potrebbero andare assolti), se tuttavia dall’altro lato il sorteggio era regolare, come si concilia questa antinomia? Come si può definire la circostanza del tarroccamento del sorteggio di scarsa rilevanza quando invece dovrebbe essere uno dei fulcri dell’intero impianto accusatorio?

Pienamente provati, invece, sono da ritenere altri modi in cui l'opera di
condizionamento veniva attuata.
Il primo è quello della interferenza di Moggi nella fase di predisposizione
delle griglie e, dopo il sorteggio dell'arbitro, nella fase di designazione degli
assistenti. In proposito è da rilevare che la scelta degli assistenti è riservata ai
poteri discrezionali del designatore e la scelta deve essere frutto di una sua
autonoma decisione che deve scaturire da motivi tecnici o anche da ragioni di
opportunità, ma ovviamente mai dalla previsione che un assistente possa
«aiutare» una delle due squadre in campo.


C: rammentate queste frasi, verranno utili in seguito: la scelta dell’assistente nasce da motivi di opportunità (tecnici; ambientali ecc.), ma non può nascere dalla previsione che un guardalinee aiuti (o danneggi) una delle due squadre.


L'interferenza dei dirigenti della Juventus in questa fase delicata, è indotta
non solo dalla esigenza di assicurarsi un arbitraggio favorevole in relazione alla
gara della propria squadra, ma anche da quella di impedire che le squadre
concorrenti potessero usufruire di arbitraggi ad esse favorevoli.
Tale situazione è bene illuminata dalla conversazione telefonica svoltasi
tra Bergamo e Moggi il 9 febbraio 2005 prog. 123, quindi prima della data dei
sorteggi per le gare da effettuarsi il 12 (anticipo di Inter-Roma e Lazio-
Atalanta) ed il 13 febbraio 2005, gara Juventus-Udinese.
La conversazione inizia così: Moggi: <Pronto ?> - Bergamo: <Ehm ...
sono al numero di casa> - Moggi: <Ehm ... Uhm ...> - Bergamo: <Vai, tanto qui
son sicuro! Non ti preoccupare>.
Questa introduzione dimostra, indirettamente, quanto si è già affermato in
precedenza, cioè che Bergamo e Moggi erano soliti parlare su linee riservate
quando affrontavano determinati argomenti.


C: …proprio al sicuro era, eh…ma se era una linea irregolare super riservata come che poi effettivamente è stata intercettata?! Ma da quando la linea di casa è una linea “sicura”? Non è che forse Bergamo intendeva altro quando diceva di essere sicuro?

La conversazione prosegue e, ad un certo punto, i due parlano della
composizione delle griglie.


C: Balle! Detta così sembra si siano telefonati apposta per quello! In realtà la conversazione è lunghissima (almeno 20 minuti) e si parla in realtà degli assetti arbitrali ed in particolare della preoccupazione di Bergamo del crescente potere di Abete e della dubbia alleanza di Lanese. Insomma si occupa di tutt’altro che della composizione delle griglie che NON NE E’ l’oggetto principale.
Alla fine parlano delle famose griglie

Dal contenuto del colloquio appare chiaro che esso
non si limita al mero confronto delle liste della prima griglia dai due
autonomamente compilata, poiché la conversazione si sviluppa, nello stesso
tempo, sulla opportunità o meno di formare la griglia con quattro o cinque gare
e sulla individuazione della eventuale quinta gara da inserire nella griglia
(Livorno-Sampdoria o Siena-Messina).
Già questo primo fatto, cioè che il dirigente di una società interferisca nel
lavoro di formazione della griglia, è lesivo della indipendenza ed autonomia
della funzione arbitrale, fin dalla sua fase genetica.


C. su questo non si può che essere d’accordo con la CAF, ci mancherebbe. Bergamo peraltro ha precisato di farlo con quasi tutti i più importanti dirigenti (al che bisognerebbe chiedersi a che cosa si riducesse poi il suo ruolo di designatore).

La conversazione si inoltra poi nella individuazione dei nomi degli arbitri
da inserire nella griglia ed emerge non solo che Moggi è in condizione di fare
entrare nella lista il nome di un arbitro (Paparesta) che il designatore non aveva
pensato di dover indicare, ma anche che egli è a conoscenza dei movimenti
dell'arbitro stesso, che invece Bergamo ignora. La funzione attiva svolta da
Moggi nell'opera di formazione della griglia è inoltre dimostrata dal fatto che,
prima di inserirvi il nome dell'arbitro Rodomonti, Bergamo cerca il consenso di
Moggi.
La stessa interferenza è provata anche con riferimento alla designazione
degli assistenti, come si desume dalla conversazione telefonica prog. 523,
sempre del 9 febbraio 2005, ma in ora successiva a quelle sopra indicata,
intervenuta tra F. e Bergamo. La conversazione, nella parte che qui rileva è del
seguente tenore:
Bergamo: <Ho detto [a Moggi]: chi vuoi assistenti domenica ? [gara
Juventus-Udinese]; dice: voglio Ambrosini e Foschetti; ho detto: no, ti mando
Ricci e Gemignani .... [ride] ... insomma sai, se non è zuppa è pan bagnato,
però, tanto per non dirgli quello che vuole lui ...>. F.: <Certo, no, no, ma Ricci è
suo, Gemignani va bene, quindi ...>. Bergamo: <E va bè, ma tanto per dirgli ... e
... o ... ma senti ...>. F.: <Ma hai fatto bene Paolo è, è così ...> Bergamo: <Nun
posso, mettermi a fa il Pierino ...>. F.: <Ma t'ha richiamato lui o l'hai chiamato
tu ?>. Bergamo: <No, ho chiamato io ...>. F.: <Hai fatto bene, corteggialo
adesso e ... fa una telefonata in più, guarda fanne una di meno a me, che ti
risento fra 20 giorni>.
Per la partita Juventus-Udinese verranno poi designati gli assistenti
Gemignani e Foschetti.
La telefonata appena trascritta è illuminante perché dimostra:
- che vi è una interferenza di Moggi nella scelta degli assistenti, che si
manifesta con una esplicita indicazione di quelli da lui desiderati;
- che la scelta degli assistenti non era frutto di un'autonoma scelta del
designatore, ma era invece condizionata dalla richiesta di una delle squadre in
competizione (e non è necessario attardarsi sulla rilevanza delle decisione degli
assistenti);
- che c'è una soggezione di Bergamo nei confronti di Moggi; il primo,
infatti, pur cercando di manifestare formalmente una propria autonomia, alla
fine comunque finisce per accontentare il Moggi, tanto che, non avendo potuto
designare Ricci, mantiene la designazione di Gemignani (che comunque rientra
nell'alternativa <se non è zuppa è pan bagnato>, ma gli affianca Foschetti che
era uno dei due assistenti originariamente chiesti da Moggi.



C: non stò lì a sottolineare che, in realtà Bergamo non darà a Moggi i guardalinee che si era “scelto” ma uno solo di essi.
Vorrei piuttosto invitarvi a soffermarvi su quanto prima ho suggerito di tenere a mente, che ritrascrivo: “la scelta dell’assistente nasce da motivi di opportunità (tecnici; ambientali ecc.), ma non può nascere dalla previsione che un guardalinee aiuti (o danneggi) una delle due squadre”.
Ok, dove esattamente Moggi nella fattispecie risulta aver chiesto due guardalinee specificamente destinati ad aiutare la Juventus (o a daneggiare gli avversari)? Risulta averne chiesto due, ma potrebbe trattarsi unicamente di guardalinee tecnicamente preparati. Altresì, dove Bergamo dice alla Fazi che questi guardalinee andranno ad aiutare la Juve?
Possiamo essere d’accordo che la scelta sportivamente più valida deve essere compita senza l’ausilio dei soggetti su cui la scelta stessa potrà andare ad influire, ma dove sarebbe la prova nel caso di specie che questa scelta avesse il fine specifico di aiutare la Juventus mediante assistenti compiacenti (elemento che la stessa Commissione giudica determinante - vedi sopra - perché la scelta dettata da motivi di opportunità diventi illegittima e scorretta?). La soluzione, non detta esplicitamentedalla CAF, è una sola ed è la solita: è vero, non viene esplicitamente detto da nessuna parte, ma quali altri motivi poteva avere Moggi per chiedere dei guardalinee se non averli a proprio favore? Magari averli solo bravi?Suvvia, l'idea non sfiora neppure i Giudici, per cui la presunzione di innocenza non può operare per soggetti tanto corrotti come Moggi, evidentemente…

Riguardo alla "richiesta" di guardalinee per Juve-Udinese  faccio inoltre osservare che: 1) é Berganmo che lo dice alla Fazi, non c'é intercettazione di alcuna chiamata di Moggi al riguardo e 2) Bergamo dice alla Fazi che é lui che ha cheisto a Moggi: quali guardalinee vuoi? Un po´come la domanda "off records" di ruperto a zaccone: quale sarebbe la pena congrua? quello risponde e la risposta viene messa a verbale. ma ti pare? Cmq, in questo caso non é Moggi che richiede. Lui solo risponde a una domanda di bergamo, che poi, tra l'altro, non lo accontenta neanche.
E poi é impotantissimo notare che la Commissione continua a parlare di arbitri "favorevoli" alla Juve come contrappsti ad arbitri "ostili" alla Juve. Premesso che almeno una prova di richiesta di arbitraggio ostile esiste (Carraro che esplicitamente chiede -nel dubbio-di non favorire la Juve), come puó supporre la Commissione che Moggi richiedesse arbitri favorevoli e non solo arbitri imparziali??? dove sono poi questi arbitri favorevoli alla Juve visto che non ne é stato condannato neanche uno per tale motivo?



Adunata del popolo bianconero - 1° Luglio 2006

UN AMORE INFINITO


Si è conclusa con un boato la manifestazione dei tifosi della Juventus che, sfilando per le vie di Torino, sono giunti fin sotto la sede della società per gridarle il proprio amore. Il boato è quello che ha accolto il neo Presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli, uscito dai propri uffici per incontrare i tifosi e ringraziarli personalmente dell’affetto dimostrato:
“Abbiamo bisogno di tifosi che amino la Juve – ha detto il Presidente – E oggi ne ho visti tanti: donne, uomini, bambini, anziani… Una grande dimostrazione di attaccamento alla squadra e alla società e di questo siamo loro profondamente grati”.

Erano in 70.000: un fiume bianconero, mosso dalla passione per la Juventus, ha urlato orgoglioso la propria fede per le vie della città. “LA JUVE SIAMO NOI”: questo il grido che ha scandito la marcia dei tifosi che hanno scelto la giornata di sabato 1 luglio per stringersi attorno alla squadra e testimoniare che loro ci saranno sempre.

In Piazzale Caio Mario, di fronte alla FIAT, giungono da ogni parte d’Italia: dal Veneto e dalla Sicilia, dalle Marche, dalla Lombardia. Il raduno è fissato per le 12.00, ma dopo quasi un’ora, quando il corteo prende il via, la gente continua ad arrivare. Ci sono i Club organizzati, ma anche famiglie, adolescenti, bambini, che si confondono in un unico, enorme serpentone.
Dietro allo striscione che apre il corteo, sfilano i tifosi più celebri: Fabrizio Ravanelli, Massimo Carrera, Max Pisu, Paolo Belli, Mariella Scirea  e Michelangelo Rampulla che con il Centro Coordinamento Club ha dato un importante supporto alla marcia.
Subito dopo, su un furgone, due gigantografie di Gianluca Pessotto.

“Siamo qui per la Juventus, ma anche per lui – spiega Rampulla – e ci auguriamo che il nostro affetto lo aiuti a tornare tra noi”.
“Se Gianluca potesse – gli fa eco Mariella Scirea – sarebbe qui e la nostra speranza è di poterlo riabbracciare presto. La Juventus è una grande famiglia e la manifestazione di oggi lo dimostra. Questa è una marcia a favore della Juventus, non sfiliamo contro qualcuno e accetteremo il verdetto della giustizia sportiva, pronti a ripartire più forti di prima”.
“Per me era fondamentale essere qui oggi, perché ho fatto parte della storia della Juventus e sono molto legato a questi colori”, sottolinea Fabrizio Ravanelli mentre, tra il boato dei tifosi, indossa la maglietta della manifestazione, con la scritta “La Juve siamo noi”.
L’orgoglio di essere bianconeri: è questo che muove i 70.000: “Sono juventino e ne sono fiero – ribadisce Massimo Carrera – Oggi siamo in tanti a volerlo gridare”.
“Non si può stare sul carro dei vincitori solo quando tutto fila liscio – ribadisce Paolo Belli – bisogna essere vicini alla squadra anche nei momenti più difficili. In ogni caso su quel carro ci saliremo di nuovo, molto presto”.
“La Juve ci ha fatto gioire per anni – conclude Max Pisu – ora toccava a noi starle vicino”.
juventus.com

 
 
 
 
I Granata  hanno esposto le loro patetiche bandiere, ma vi assicuro che ci siamo fatti sentire con qualche coro ,risultato :qualcuno ha battuto in ritirata e tolto la bandiera chiudendo la finestra, qualcuno ha cercato di colpire da una finestra del pian terreno un nostro fratello con una padella...
Inanzitutto sto granata fenomeno si e' affacciato dal pian terreno(questo è già un genio) ed ha incominciato a sventolare la sua maglietta del Toro...ora,ma io dico...e vabbè che se abiti al 10mo piano fai un pò il cavolo che vuoi,ma se abiti a pian terreno???ma sei fuori di testa????
 alchè qualcuno ha incominciato a dirgli cosette poco carine,tipo "SCEMO,SCEMO", di pietre ne è partita una sola da un gruppetto isolato di 3 persone che gli sono corsi incontro e lui si è riaffacciato alla finestra in piedi con una padella in mano!!!!
Poi,in corso Galileo siamo riusciti a fregare una sciarpa da un balcone
questo fenomeno aveva messo una sciarpa penzolante sul balcone e una sudicia maglia granata stesa alla finesta del primo piano.
Oltretutto balcone raggiungibile facilmente perchè vicino era presente una grondaia. Due nostri tifosi in mezzo al gruppone hanno visto i due oggetti e l'idiota che ci insultava dalla finestra , quindi uno con un balzo ha staccato la sciarpa salendo sulla grondaia e un altro con l'asta della bandiera cercava di infilzare la maglia tirandola giù, ma il tonto granata è riuscito appena in tempo ad abbassare la tapparella quindi... però scena memorabile che ha scatenato gli applausi di tutti i presenti.
Per il dovere di cronaca, niente di drammatico
Complimentoni alla genialità di sto elemento.
Comunque la manifestazione è stata fantastica,tutto tranquillo si è cantato.
Poi molti di noi erano affacciati ai balconi cn bandiere e quant'altro.
MEMORABILE!!!
 
 
 
 

Un ottimo lavoro (Cribbio!)

Il segreto di pulcinella sui deferimenti dello scandalo di calciopoli è durato poco più di 24 ore: il documento integrale è disponibile in formato Pdf su Repubblica.it, diviso in due parti.

Quello che ci ho trovato dentro è interessante, sarebbe troppo lungo parlarne, ma mi concentrerò su un "particolare" non secondario che ho trovato piuttosto curioso. (Mi viene bene il sarcasmo)
Il documento redatto dal Procuratore Federale Palazzi sulla scorta della relazione del Capo Ufficio Indagini della Figc Saverio Borrelli è costituito da una introduzione complessiva e successivamente tratta per "capitoli" le situazioni e i fatti contestati alle singole società coinvolte (Juventus, Lazio, Fiorentina e Milan) il cui accertamento ha causato il rinvio a giudizio nel processo sportivo.
L'evento certamente più rilevante dal punto di vista della cronaca è stato il deferimento di Adriano Galliani, il quale ha così finalmente deciso di dimettersi dal suo ruolo di presidente della Lega, ultimo rappresentante del "vecchio" potere calcistico ancora in carica. Incollato com'era alla poltrona dall'ordine diretto di Berlusconi di non mollare nonostante tutti fossero saltati giù dal carro ai primi segnali che lo scandalo sarebbe esploso da un momento all'altro aveva bisogno di una spintarella.
Quello che è altrettanto interessante è che il deferimento per Galliani arriva non per violazione dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva, vale a dire l'Illecito Sportivo, ma per la violazione dell'articolo 1 del codice, vale a dire quello che impone "lealtà sportiva, correttezza e probità" a tutti i partecipanti al circo del calcio.
Il fatto non è di secondaria importanza perchè il Milan se il reato di violazione dell'articolo 6 fosse stato contestato a Galliani, che era e ne è amministratore delegato, avrebbe avuto la "responsabilità diretta" nell'illecito con conseguente (praticamente automatica) retrocessione in serie B in caso di condanna.
Infatti è proprio questo che Juventus, Fiorentina e Lazio stanno rischiando perchè la violazione di questo benedetto articolo 6 in quei casi viene contestata ai responsabili legali delle tre società: Moggi e Giraudo, i fratelli Della Valle e Claudio Lotito.
A ricevere il deferimento per Illecito Sportivo sulla sponda milanista è il dirigente Leonardo Meani, una figura di secondo piano nell'organigramma societario, e questo, in caso di condanna, significa che il Milan riceverebbe come addebito la semplice "responsabilità oggettiva", con la quale è facile sfuggire alla pena della retrocessione.

Quello che è molto strano, anzi direi paradossale, sta nelle motivazioni dei deferimenti ed in particolare su una differenza di "trattamento" che è interessante rilevare.

Uno dei tre casi per i quali la Juventus rischia la retrocessione è conseguenza dell'operato di Luciano Moggi in corrispondenza della partita Juventus - Lazio del 5 Dicembre 2004.
Riporto da pagina 44 dalla lettera di deferimento:
"- nel corso di un colloquio telefonico del 3.12.2004, alle ore 11.53, con la sig.ra A (dipendente della Juventus), Moggi mostra di essere a conoscenza degli assistenti di gara prim'ancora dell'ufficializzazione della designazione [...];
- significativo, al riguardo, è che il colloquio in questione si svolge alle ore 11.53, laddove il comunicato concernente la designazione degli assistenti di gara veniva diffuso non prima delle 12.15, come dichiarato il 19.5.2006 dal sig. Martino, ad avviso del quale, prima di tal ora, deve escludersi vi fosse una comunicazione anche solo informale;[...]
Da quanto sopra brevemente esposto risulta evidente l'illecita attivazione di Moggi al fine di alterare lo svolgimento della partita Juventus - Lazio, incidendo sulla designazione degli assistenti. Ne discende, pertanto, la responsabilità disciplinare del sig. Luciano Moggi per violazione dell'art. 6, comma 1, CGS, nonchè, in ragione del ruolo rivestito da Moggi, all'epoca Direttore generale della Juventus, la responsabilità diretta e presunta di tale società, ai sensi dell'artt.2, comma 4, e 9, comma 3, CGS."

Il quadro è chiaro: il DG della Juventus conosceva i nomi dei guardalinee PRIMA della comunicazione, si DEDUCE da ciò che egli ha inciso sulla designazione degli stessi alterando così il risultato della gara e per queste ragioni ha commesso un illecito sportivo di cui, per responsabilità diretta, è imputata anche la società che lui rappresentava: la Juventus.

La posizione del Milan, lo dicono tutti i giornali e tutte le televisioni (soprattutto quelle del cavaliere), è più "sfumata". Nella lettera manca completamente l'analisi di intercettazioni che hanno coinvolto il suo dirigente Meani in diverse occasioni:
1. quando parla con un arbitro che ha diretto la squadra rossonera promettendogli un interessamento per un trapianto di chioma;
2. quando chiede il permesso a Galliani di "spingere" degli arbitri nelle serie inferiori per una promozione, ottenendolo con un perentorio "spinga spinga" dall'AD del Milan;
3. quando parla con il guardalinee Farneti, designato per Milan-Juventus dell'8 maggio, prima della gara facendosi ringraziare "per averlo fatto designare" e facendogli presente che i "cronografi sono pronti",
4. quando parla con Contini (guardalinee) per invitarlo a cena dopo aver "sbandierato" nella partita Milan-Brescia,
5. quando parla con Galliani che gli comunica l'esito positivo di "un favore" che Gianni Letta, allora sottosegratario alla presidenza del consiglio, ha fatto all'arbitro Paparesta con l'invio di un "dossier" riguardante l'attività professionale del "revisore contabile" Paparesta...
e via "sfumando".

L'unico caso su cui la relazione si "concentra" è la partita Milan-Chievo, per la quale risulta Meani abbia fatto pressioni in modo da ottenere la designazione di due suoi fedelissimi come guardalinee (Puglisi e Babini).
Riporto da pagina 86 dalla lettera di deferimento:
"Il Meani contatta quindi il Mazzei, che, tra l'altro, formulava per i designatori le proposte di assegnazione degli assistenti, e in due telefonate in rapida successione protesta veementemente per il trattamento subito dando carico all'interlocutore di riferire ai designatori di "non sbagliare più niente fino alla fine del campionato perchè Galliani è furibondo" e che è ora di mandare anche al Milan qualcuno "che fa il lavoro con noi" e all'argomentazione del Mazzei, secondo vui viene operata una rotazione tra gli assistenti, obietta che l'assistente Puglisi non viene designato da un anno e mezzo per partite del Milan e quindi lo richiede espressamente ed in modo estremamente deciso per il mercoledì successivo (appunto, giorno della partita Milan-Chievo), ricevendo alla fine un'esplicita assicurazione in tal senso che trova riscontro nella domenica successiva, effettiva designazione del Puglisi, unitamente al Babini. [...] il proprio forte disappunto superarono oggettivamente i limiti della doverosa correttezza nei rapporti riferibili all'attività sportiva e di ciò, del resto, sembra consapevole lo stesso Meani quando riferisce del proprio intervento ad Adriano Galliani ("dio bono altro che parlato...gli bestemmiavo parolacce di tutti i colori")"

Il quadro sembra chiaro: Meani contatta direttamente Mazzei, il designatore, e in nome dei torti subiti in passato lo minaccia, utilizzando il timore che la figura di Galliani suscita, ottenendo così la designazione mirata dei due guardalinee. D'altraparte Galliani è perfettamente informato di questi avvenimenti, tant'è che Meani riferisce direttamente a lui l'esito della chiamata. Esattamente quello che si DEDUCE abbia fatto Moggi nel caso di Juventus - Lazio: la "fraudolenta designazione dei guardalinee".
La conseguenza dovrebbe essere lineare: come nel caso della Juventus, essendo coinvolto in una designazione fraudolenta un alto dirigente, si deferisce il soggetto per illecito sportivo (art. 6) e la società rappresentata per responsabilità diretta in merito al grave illecito sportivo. E invece, siori e siore, NO.

Il caro Palazzi, che già si era prodigato nell'elencazione di varie "giustificazioni" non richieste al comportamento di Meani che agisce "maldestramente ed illecitamente per controbilanciare il potere della juve" e altre amenità, diventa improvvisamente sottile.
Secondo il ferreo procuratore la telefonata fra Meani e Mazzei non rappresenta la violazione dell'art. 6 ma del più lieve art. 1 del codice di giustizia sportiva. Ne consegue che Galliani, informato e coinvolto nella faccenda, sia egli stesso da deferire insieme al Milan per responsabilità diretta, ma sempre e solo per l'art. 1.
Infatti, l'illecito sportivo e la violazione dell'art. 6 c'è, ma non è nella designazione fraudolenta come lo era per Moggi, bensì solo nella telefonata successiva che Meani fa ai guardalinee da lui designati per la partita "istruendoli" sulle modalità di applicazione della regola del fuorigioco in quella particolare occasione.
In assenza di intercettazioni che confermino la conoscenza da parte di Adriano Galliani dei contenuti di questa specifica telefonata, che determina la violazione dell'art. 6 (alla buonora), il Milan è sì responsabile, ma lo è solo "oggettivamente" tramite il suo dirigente di secondo piano Meani e non in maniera diretta come lo sarebbe con il coinvolgimento di Galliani.

L'effetto di questa sottile distinzione (e delle numerose mancanze negli atti contestati) è che la squadra del cavaliere non deve temere la serie B.

Applausi scroscianti, donne in delirio, standing ovation e sipario.

 

 

 

 

A quanto apprende l'ADNKRONOS potrebbe emergere ed essere contestato un 'vizio di forma' nel primo dispositivo che precede i capi di imputazione sportiva: infatti, insieme al deferimento, figurano i nomi e gli indirizzi privati, domicilio di casa, domicilio legale e anche lo studio privato.
Ciò comporta che ognuno dei deferiti conosca l'indirizzo privato di tutti gli altri, fatto ancor più emblematico trattandosi di un atto pubblico che mette così a conoscenza alcuni dati sensibili anche a soggetti non interessati all'inchiesta. In pratica, chiunque può conoscere il domicilio dei deferiti.
Si parlerebbe già con insistenza di 'vizio di forma' e di ricorso al garante per la Privacy. C'è la possibilità, infatti, che alcuni dei deferiti impugnino il provvedimento.

 

 

COMPLIMENTI !!!!

iL1° Luglio tutti a Torino - ADUNATA DEL POPOLO BIANCONERO -

 

Il giorno 1 Luglio 2006 il popolo bianconero scende in piazza!
Scende in piazza per gridare al mondo intero la fierezza di essere bianconeri.
Scenderemo in piazza per mostrare al mondo la nostra fede, unica e intoccabile.Scendiamo in piazza per gridare insieme che LA JUVE SIAMO NOI!

Per dimostrare al mondo intero che nessuna sentenza o nessun attacco mediatico potrà mai intaccare il nostro amore per la JUVE!

 

Dopo i miei piani A e B per venire sola a Bari ,mo ne attuo un altro(c'ho preso gusto)
Io spero tanto di esserci..con tutto il cuore ..io ci VOGLIO essere
e questa volta ,inutile appellarsi al papo ,al 100 % ,lui non mi ci porta .
Spero di esserci ,non perdermi e tornare sana a casa

  

 
 
 
Quando vieni a sapere che ad un semplice conoscente è stata diagnosticata  una malattia incurabile ti senti obbligato a fare almeno una telefonata. E  così componi il numero in maniera quasi svogliata per dire le solite quattro  frasi di rito. Al funerale ti presenti, resti composto, accarezzi la bara e, forse, ti scappa anche una lacrimuccia. Se invece a star male è una persona che ami, non la lasci un momento, la curi, la coccoli, ti dai da fare cercando i medici migliori, chiedi prestiti in giro per farla operare, preghi se credi in Dio, metti la tua vita al servizio di chi ha bisogno perchè senti di doverlo fare...
La nostra JUVE è più vicina alla fine di quanto vogliano farci credere, o almeno non sarà, per parecchi anni, la JUVE che ci eravamo abituati a vedere.
Ora sta ad ognuno di noi capire se trattarla come una semplice conoscente o come una persona che amiamo. Puoi farle una telefonata di cortesia,o decidere di starle al fianco. Voglio credere ai miracoli e voglio farlo insieme ad una marea di gente.
SABATO 1 luglio ci sarà l'ADUNATA dell' ORGOGLIO BIANCONERO!!!!

Sarà una dimostrazione d'amore solo per la MAGLIA in modo da far capire:ai giornalisti che il popolo BIANCONERO è compatto  a chi potrebbe arrivare che lo aspetta una piazza innamorata.
ai tanti giocatori che abbandoneranno la barca cosa stanno perdendo.
E' ora di creare un precedente d'amore unico nel suo
genere, stringerci tutti insieme attorno alla nostra passione!!
Può rinascere la leggenda che ci ha sempre fatto sognare, vivere ed emozionarci!
Se decidi di non venire è una tua scelta, ma non lamentarti se chi  ci sarà ti considererà vigliacco o tifosotto da poltrona.
Se buchi l'ADUNATA potresti avere il rimorso per il resto dei tuoi giorni, mentre invece potresti essere anche tu parte di quella medicina che può salvarci!
Quante volte sei , magari con me, venuto allo stadio, quante volte hai visto le partite alla tv,quante volte hai discusso o litigato, ti sei appassionato e interessato?
Bene, questa è la volta che vale più di tutte, non esistono week-end al mare o fidanzate o litigi che tengano, questa è la più importante di tutte le partite, più di tutte le finali che abbiamo giocato, perchè, se perdiamo questa, potrebbero non essercene altre!
Non serve dire: ah, ma io ho fatto le finali, io andavo in trasferta...è ora che bisogna esserci!
Non so che farmene di persone che vengono allo stadio una volta l'anno quando c'è da festeggiare uno scudetto o vedere una partita col Real Madrid o col Milan, o che corre dietro un pullmann scoperto(in 400mila!)e dice: io sono un tifoso della Juventus!
Adesso è il momento di dimostrare di essere un vero tifoso, troppo comodo esserci solo quando si vince...dobbiamo essere almeno, e dico almeno, tanti  quanti erano a festeggiare lo scudetto dell'anno scorso per le vie del centro!!!
Quante volte hai sofferto durante una partita e ti sarebbe piaciuto scendere in campo al posto del mercenario di turno(vero zebina?) e hai pensato: cazzo, al posto suo correrei il triplo, per lo meno mi dannerei l'anima! Ecco, adesso hai l'opportunità della vita, per la prima volta tocca a noi scendere in campo, e nella partita più importante,quella per la sopravvivenza!
Non ci sto ad essere la vittima sacrificale, non permettiamo che la nostra storia venga infangata.
Indossa la maglia che ami, metti la sciarpa al collo e porta una bandiera o uno stendardo.
Uomini e donne, bambini e persone anziane, ragazzi e ragazze, tutti hanno il dovere di esserci.
Non esistono sentenze, penalizzazioni o retrocessioni che possano affievolire la mia fede, quindi in questo momento difficile e delicato nella storia della nostra Juventus dobbiamo marciare uniti e compatti urlando a tutta l'Italia che "LA JUVE SIAMO NOI".
Orgogliosi più che mai dobbiamo portare bandiere, sciarpe e magliette bianconere per
dimostrare L'amore e l'attaccamento a questi colori.
Marceremo percorrendo Corso Agnelli, Via Filadelfia, Corso Galileo Ferraris per poi compattarci sotto la sede della Juventus. Abbiamo alle spalle una lunga storia gloriosa fatta di vittorie e trionfi, questo è il momento più  difficile ma più giusto per farlo e se sei fiero di essere juventino devi venire a manifestarlo perché "LA JUVE SIAMO NOI"!!!

Se non hai voglia di venire, fammi il favore, alla prossima vittoria, forse fra qualche anno, forse fra molti( potrebbe dipendere anche da te),non  andare in giro a festeggiare, non sfottere nessuno...non sei un tifoso  della Juve!
E se ancora non sono stato convincente, se ancora non comprendi o hai dei dubbi sull'ADUNATA, per un attimo torna bambino, cerca di ricordarti di  quando eri piccolo,quando in cortile si giocava con la maglia bianconera, per molti senza sponsor.. e per alcuni, portava ancora una stella sola.
Ricordati di chi ti ha messo la prima sciarpa al collo e ti ha portato  allo stadio.E anche per queste persone che bisognerebbe venire, anche per chi purtroppo non c'è piu'.
Ricordati della prima volta che sei andati allo stadio e hai visto la JUVE.
Ricordati della prima discussione per quei colori.
Ricordati della prima volta,se c'è, che hai fatto a botte per quei colori.
Ricordati della prima volta che hai preso l'autobus, la macchina o il treno e sei andato da solo a vedere quei colori.
Ricordati della prima volta che hai litigato con la ragazza/o per quei colori.
Ricordati di Scirea, Platini, dell'Avvocato, di Boniperti, dei nostri 39  angeli, dei nostri giocatori morti, che hanno onorato la nostra maglia..
Ricordati della JUVE di quando eri bambino.
L'hai amata, sostenuta quando ne aveva bisogno, e forse raggiunta in capo al mondo.
E' stata il tuo punto di riferimento, molto probabilmente ti sei  impossessato di quei colori perchè erano gli stessi di tuo padre o di tua madre, o magari per spirito di contraddizione,hai imparato cori nuovi cantandoli anche lontano dallo stadio.
Hai sognato di vivere momenti esaltanti, a volte sei uscito sconfitto e senza voce ma innamorato più che mai, forse hai fatto a botte per difenderla e ne hai portato i segni con fierezza.
Hai pianto e ti sei emozionato vedendo la tua gente in festa, sono passati gli anni e sei cresciuto mentre tutto intorno a te cambiava, ma Lei era sempre al tuo fianco.
Hai perso ore di sonno, amori, lavoro eppure ogni volta che hai tirato fuori la sciarpa dal cassetto è stata sempre una grande gioia.
Ed ora che Lei è in un angolo, accucciata e ferita, incapace di reagire,senza nessuno su cui poter contare se non il suo popolo, tu che fai? Ti tiri indietro? Ti vergogni di portarne i colori? Trovi scuse banali per non scendere in piazza e gridare forte che non è sola e che la sua gente è pronta a qualunque cosa per evitare che i vigliacchi continuino a bastonarla e gli avvoltoi completino il loro lavoro?
E tutte le volte che hai visto sbucare quelle casacche dal sottopassaggio e hai soffiato aria nei polmoni per farle sentire che c'eri e non era sola?
E' per la MAGLIA BIANCONERA che dobbiamo farlo , è per Lei,MAGLIA di mille battaglie, che sfileremo urlando rabbia e amore, che porteremo bambini e  anziani all'ADUNATA.
Ai primi racconteremo che il futuro esiste, ai secondi dimostreremo che il  loro passato ha dato vita ad un presente coraggioso.

Porta davvero tutti quelli che puoi, e, se ancora non ti ho convinto, almeno fai girare questa mail a tutti i fratelli bianconeri,stampala, diffondila con ogni mezzo... e torna a sederti sulla tua poltrona!

LA JUVE SIAMO NOI!!!

A DIFESA DI UNA FEDE!

 Il Paro
 

 

Bellissima mail
"Quante volte hai sofferto durante una partita e ti sarebbe piaciuto scendere in campo al posto del mercenario di turno(vero zebina?) e hai  pensato: cazzo, al posto suo correrei il triplo, per lo meno mi
dannerei l'anima! Ecco, adesso hai l'opportunità della vita, per la prima volta tocca a noi scendere in campo, e nella partita più importante,quella per la sopravvivenza!"


Tantissime .
Se potessi nascere in un'altra vita,vorrei tanto nascere maschio e promesso calciatore
in modo tale da arrivare in vetta..nella mia vetta..la Juve.

 

I tifosi VERI (come gli amici dopotutto) si vedono soprattutto al momento del bisogno e, adesso ,quando i giochi saranno finiti, si vedrà veramente chi è attaccato alla maglia e chi no ,resteremo pochi ma buoni.
Poi questo non è il mio caso .
Io la Juve la tifo a prescindere dalla serie in cui gioca ,dai giocatori ,dalla società e dalla forza.
Quindi anche se ci dovessero retrocedere, camminerei per strada fiera come non mai ,di portare la sciarpa al collo della Juve a bella vista.
Non mi pento e non mi vergogno assolutamente di essere Juventina anzi è il contrario.
E' l'unica cosa di cui ne vado fiera e l'unica cosa che ho di buono a questo mondo.
Io ci sarò sempre....GOBBA 4EVER

 

Appello Gobbo..firmate gente firmate

IO VOGLIO GIUSTIZIA SU TUTTO E TUTTI ,NESSUNO ESCLUSO

Gente Juventina ,firmate ,firmate ,firmate ,con NOME e COGNOME , servono tante, tante firme. Anche di vostri amici e parenti.

Forse molti juventini di noi diranno "ma a che serve,non ci cagherà nessuno"

beh,forse,ma postare un nome e un cognome non ha mai fatto male e soprattutto non costa nulla .

SIAMO 14 MILIONI DI TIFOSI!!!

  

 

"Egregio Dott. Borrelli,

mi rivolgo a Lei, il responsabile della indagini relative alla vicenda piu' chiacchierata di questo periodo: Moggiopoli, la chiama con evidente equidistanza il giornale sportivo piu' venduto. Mica Calciopoli. Il resto del calcio, evidentemente, era pulito. Mi rivolgo a Lei, dicevo. L'unico, tra tutti, cui abbia senso appellarsi in questo periodo. Come forse puo' immaginare, per un tifoso juventino, al momento, e' complicato appellarsi a qualcun altro. La persona al di sopra delle parti che e' stata scelta per guidare il calcio, Guido Rossi, si e' fatta notare sin dal primo giorno per il suo equilibrio: lo ha messo in mostra quando ha ripreso Capello che aveva azzardato la folle possibilita' di non essere retrocessi. Bravo allenatore, ma dice castronerie. Buono a sapersi. O quando ha ricordato ridendo che lui e' "interista, quindi non c'entro con questo scandalo". O quando ha bacchettato pubblicamente Cannavaro, colpevole di aver detto quello che sanno tutti, e che avrebbe ripetuto, con parole ben piu' decise (e ovviamente senza alcun pubblico richiamo), Peruzzi il giorno dopo. Era il calcio ad essere cosi, diceva Cannavaro. Non solo la Juve. Ed e' vero. Lo sapevano tutti, lo sapevamo tutti. Le piccole si appoggiavano alle grandi. Le grandi erano tutte in cerca di potere. Moggi spingeva per Galliani (ma guarda un po'), dall'altra parte Sensi non candidava un esterno, ma voleva essere eletto lui. Chissa' perche'. Poi c'era chi ci riusciva. E parlo di Juve e Milan. C'era chi invece non ci riusciva, e magari si accontentava di contattare personalmente qualche arbitro amico (Nucini si definiva amico e confidente di Facchetti) o di proporre incontri a uno dei designatori per sapere informazioni sugli arbitri che avrebbero avuto. E mi riferisco alla squadra per cui tifa Guido Rossi. Quella che dovrebbe non avere niente a che fare con lo scandalo. Moggiopoli, appunto. Mica Calciopoli. Ora, pian piano, sembra se ne stia accorgendo anche lui: "Il problema non e' circoscritto come credevo." Davvero? Non l'avremmo mai detto. Meglio tardi che mai, comunque. A chi altri appellarsi, dunque? Alla Juve, forse? No, purtroppo non esiste una societa', al momento. Nessuno che parli, nessuno che spieghi, nessuno che si faccia sentire per esprimere la proprie posizioni. Gli eredi degli Agnelli sono giovani, e il resto della societa' e' stato decapitato proprio a causa di queste vicende. Al nostro tifo organizzato? No, siamo la Juve noi. Niente vetrine rotte, niente violenza, niente rivolte di piazza. E siamo tantissimi, si', ma sparsi in tutta Italia. Magari saremo costretti ad andarci, uno di questi giorni, per far sentire la nostra voce, ma in linea di massima no, la piazza non fa per noi. Alla televisione? Ai giornali? Si', buona idea. Alle televisioni di Berlusconi e Galliani. I nostri rivali, appunto. O alla Gazzetta, coinvolta nelle intercettazioni in cui il dirigente rossonero Meani si vanta di aver dettato al giornalista della rosea il voto da attribuire ad un arbitro. A chi appellarsi, dunque, se non a Lei, per chiedere giustizia? E badi bene, ho scritto giustizia. Non amnistia, e niente condoni. Solo giustizia. Se ci sara' da retrocedere, che si retroceda pure. Ma non perche' lo chiede la Gazzetta. Non perche' alcuni giornalisti di quel giornale hanno gia' sentenziato in articoli dettagliati e quanto mai faziosi che c'e' illecito, e che quindi andiamo retrocessi. Non perche' in TV non c'e' stato un programma che sia uno, al riguardo, che non abbia dato per ovvia, quasi necessaria, la retrocessione della Juve. Non perche' l'Associazione consumatori chiede la nostra retrocessione. Senno' i consumatori non capirebbero, dicono. Tanto per farle capire, caro Dott. Borrelli, a che punto sono arrivati. E allora proponga le pene che sente di dover proporre. Qualunque pena. Giudichi se c'e' illecito o maldestri, orrendi tentativi (le moviole del Processo? i giudizi dei giornalisti? le squalifiche di giocatori mediocri contro di noi?) di avere piu' potere degli altri. O di reagire a un altro potere molto piu' radicato, magari. Giudichi Lei, se i nostri rivali principali, il Milan, il Milan dell'allora Presidente del Consiglio, del Presidente di Lega (a proposito, ma chi e' il Galliani che in questi giorni attacca furiosamente la Juve? Il presidente di Lega o il Dirigente del Milan? Chissa'.), il Milan amico da sempre di Carraro, il Milan delle 3 televisioni (ma riesce a lamentarsi dell'informazione. Il pudore, questo sconosciuto.), il Milan del Dirigente che chiama i guardalinee per dire loro quando sbandierare, il Milan che, stando alle piu' recenti intercettazioni, prometteva impegno limitato pur di avere giocatori in cambio, beh questo Milan era davvero una vittima del dominio di Moggi, e merita davvero una pena visibilmente inferiore. Cosi' dice la Gazzetta (anche se pian piano, molto piano, troppo piano, con mille cautele, con mille forse, con mille pero', sta leggermente aggiustando il tiro). Cosi' dicono le tv, le loro tv. Moggiopoli, appunto. Mica Calciopoli. Ma per fortuna le conclusioni delle indagini saranno compito suo. Non di Verdelli. Non di Mentana. Non di Ruggero Palombo. E neanche di Di Pietro, il suo ex collega. che ha gia' sentenziato che non serve indagare. C'e' illecito, deve pagare la Juve. E le altre squadre? Vedremo, forse una penalizzazione. Lo dicono tutti, non si possono paragonare Juve e Milan. Concordo. Non si possono paragonare. Magari, adesso, avessimo noi il Presidente di Lega ancora in carica. Magari, adesso, avere 3 televisioni a difenderci, a oscurare le notizie negative, magari attaccando i nostri rivali da mattina a sera. No, le accuse le sosterra' Lei. E so che saranno eque, e terranno conto di tutto. Anche del fatto che il sistema, in fondo, stava bene proprio a tutti. Anche ai nemici di sempre (es. Roma), che dalle intercettazioni rese pubbliche emergono come societa' aventi come unico obiettivo quello di farsi aiutare per avere piu' soldi dai diritti televisivi, e magari anche sul mercato. Anche a tutti quei Presidenti che non hanno il coraggio di parlare. Sin da quando e' uscito lo scandalo. Hanno parlato due o tre. Gli altri, silenzio assoluto. Sapevano tutto. E facevano lo stesso, per quanto nelle loro possibilita'. Stava bene anche a loro, mi creda. Ah, un ultimo appello: Moggi esercitava il suo potere non solo per la Juve, ma anche per la Gea. Che non era la Juve. Anzi. Poteva anche capitare che per prendere un giocatore Gea, ci portasse Baiocco. Mentre gli altri per la stessa cifra prendevano Kaka'. La Gea non ci ha mai aiutato, anzi. So che terra' conto di tutto questo. Molto piu' che delle sentenze gia' scritte dalla Gazzetta, da Matrix, da Di Pietro e dall'Associazione Consumatori. E da tutti i tifosi che ci odiano da sempre, non certo da un mese. Le chiediamo Giustizia, caro Dott. Borrelli. Niente capri espiatori. Ma serie ed eque punizioni per i responsabili. Tutti. Nessuno escluso. E che vadano pure in piazza, i tifosi delle altre squadre, se Lei decidera' diversamente da come loro sperano. Chiediamo solo giustizia. Le chiediamo solo, in fondo, di ridare il giusto nome allo scandalo di questi giorni: Calciopoli, per piacere. Non certo Moggiopoli. "

 Di Massimo Zampini

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