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>Magica la notte
![]() > Il mito degli androgini![]() E quando ad alcuno di questi, sia l'amatore di fanciulli o altro, avvenga di incontrare la propria metà, allora restano entrambi così impetuosamente soggiogati dall'amicizia e dall'intimo amore che non soffrono di restare staccati l'uno dall'altro per così dire nemmeno per poco tempo. Sono questi che insieme trascorrono l'intera esistenza, che non saprebbero dire cosa s'aspettino l'uno dall'altro, perchè a nessuno parrebbe che tutto ciò sia solo comunanza di piacere amoroso come se questa fosse la ragione per cui amano stare insieme con così intensa passione; ma è chiaro che l'anima loro aspira a tutt'altro, senza che lo sappia esprimere; essa però vagamente indovina ciò che vuole e per oscuri segni lo palesa. E se ad essi, mentre insieme giacciono, apparisse Efesto con i suoi strumenti e chiedesse: "Cos'è che volete o uomini, voi, l'uno dall'altro?". E rimanendo quelli dubbiosi, di nuovo chiedesse: "Forse che desiderate soprattutto essere sempre quanto più possibile una cosa sola l'uno con l'altro, affinchè notte e giorno mai dobbiate lasciarvi? Se questo desiderate voglio fondervi e plasmarvi in un essere solo, affinchè, di due divenuti uno, possiate vivere entrambi così uniti come un essere solo, e quando vi colga la morte, anche laggiuù nell'Ade siate uno, invece di due, in un'unica morte. Orsù vedete se è questo che volete e se vi farebbe lieti ottenerlo...". A queste parole, sappiamo bene che nessuno contraddirebbe, nè mostrerebbe di desiderare altra cosa, ma semplicemente avrebbe l'impressione di aver udito proprio quello che da sempre desiderava, di congiungersi cioè e di fondersi con l'amato per formare, di due, un essere solo. E la spiegazione di questo sta qui, che tale era l'antica nostra natura, e noi eravamo tutti intieri: a questa brama di intierezza, al proseguirla, diamo il nome di amore. Prima di allora, lo ripeto, eravamo uno; ma ora per la nostra arroganza il dio ci ha divisi e dispersi, come gli Arcadi lo sono stati dai Lacedemoni. E c'è da temere che, se non siamo corretti verso gli dei, non si venga di nuovo spaccati e non si debba andare in giro come certe figure in bassorilievo delle stele, resecate a metà attraverso il naso, ridotti come mezzi dadi. Ecco perchè bisogna esortare ogni uomo ad essere rispettosi degli dei, per evitare questa rappresaglia e per raggiungere quel bene di cui ci è guida e maestro amore. Al quale nessuno osi contrastare (gli si oppone chi è inviso agli dei) perchè, entrati nell'amicizia e nella benevolenza del dio, noi scopriremo e incontreremo i nostri veri amori: e ciò, fra quelli d'ora, capita a pochi. Nè mi fraintenda Eurissimaco volgendo in comico il mio discorso, come se alludessi a Pausania ed Agatone, chè del resto forse sono essi stessi fra quei pochi, ed entrambi maschi per natura; ma parlando di tutti quanti, uomini e donne, io dico che ecco noi potremmo essere felici solo se conducessimo a perfezione il nostro amore e se ciascuno di noi si imbattesse con l'essere gemello, restaurando così l'antica natura. Se questo poi è l'ideale, certo delle presenti possibilità la migliore è quella che più gli s'avvicina, cioè di incontrare l'amato che ci è di indole affine. Ed allora se volessimo celebrare le lodi di un dio autore di questa felicità, ad Amore giustamente le canteremmo: egli, per ora, molto ci è largo di aiuti col guidarci verso il nostro vero essere e per l'avvenire ci assicura le maggiori speranze che, se saremo pietosi verso gli dei, restituendoci guariti all'antico nostro stato, ci renderà beati e felici.
Storia
Perchè sei sempre triste? gli ho chiesto. Non sono triste. Sì che lo sei. Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei nè triste nè felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana........ |
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